sabato 24 dicembre 2011

Fallire.. capita.

Punto.
Come la merda. (Che film?Dai che è semplice!)

Che fare?
Farne una malattia?
Disperarsi?
Incazzarsi a casaccio/miratamente?
Dar fuoco a qualche macchina?

O ponderare.
Prendere in considerazione le cause del fallimento…
Analizzarle….

Rigirarsi ben bene il coltello nella piaga…
Provare a vedere il bicchiere mezzo pieno (anche se tecnicamente è SEMPRE pieno, io conto anche l’aria).
Usarlo come opportunità per migliorarsi.
Come base d’appoggio per riguadagnare il terreno che si è perso.

Sempre se davvero è questo quello che uno vuole.
Recuperare.

E se io decidessi di fregarmene?
Va bene così, va bene lo stesso…. Tanto non è questo quello che voglio fare.

Sono paranoie, son pipponi mentali, è solo lavoro.
E’ solo lavoro.

Un collega mi ha detto una frase.
Vedila come “esperienza”.
E’ tutta esperienza.

Nulla toglie che come “esperienza”, visto il finale, non sia stata poi così positiva.
Non c’è tutto questo gran ridere….

Ed è quasi Natale… e la cosa non aiuta.
Non aiuta proprio per un cazzo.

Questo post probabilmente non verrà mai pubblicato.
Questo post è più per me che per voi.
Non ho voglia di “analizzare pubblicamente” questo fatto.. anche poi forse, alla fin fine, forse lo farò.

Ma una cosa però mi è chiara…
Non posso predicare bene e razzolare male.
Un passo indietro…. È un passo indietro. Anche volendo non posso vederlo come un passo avanti…

Posso vederlo però come la possibilità di “camminare” in altre scarpe.
Più energie mentali per quello che VOGLIO.

La cosa che più mi fa arrabbiare?
Il fatto che questa cosa andrà ad influire su cose che proprio non vi vanno giù.

E qui mi rendo conto che devo spiegare sennò non si capisce un tubo.

Si parla di lavoro… e si parla di un passo indietro…
Quindi… basta sviluppo software e via di nuovo assistenza ed interventi….

Non è malaccio come cosa… girando un pochino sicuramente arrotondo…  e qualche soldino in più non lo buttiamo via di certo…
Ma questa cosa porterà via del tempo alla mia famiglia.

E’ questo che mi fa davvero incazzare al momento.

Se devo girare … mi toccherà stare a dormire fuori… tornare tardi.. partire presto….
Meno tempo con la mia famiglia.
E’ questo che davvero mi rode.

E’ questo quello che sento come scotto per il mio “fallimento”

Per il resto.. va bene… non è un problema.
E’ lavoro.
L’ho già detto da qualche parte
Non vivo per lavorare, lavoro per vivere…

Sul serio….

Ora più che mai

Parafrasando la bionda?
Vaffanculo a tutto il resto.

Il giorno dopo
Risveglio sereno, con una strana sensazione che fatico a riconoscere di primo acchito, ma poi... ci sono!
Sollievo!
Leggerezza!

Ora sono definitivamente non più razzi miei.

Dopo mesi passati a cercare di definirmi in un ruolo ora "loro" mi hanno tolto ogni ragionevole dubbio su quello che è il mio vero poto, la mia vera mansione... ed io mi ci ritrovo più che tranquillamente.
Mi piace di meno?
Pazienza...

Ma è comunque bello ritrovarsi finalmente ad avere una funzione ben definita... e lo sapranno anche loro...
Suona come una minaccia?
Sì?!

Che dire.. bene.

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