venerdì 30 marzo 2012

Sono una persona onesta

Non lo dico io, lo dice il signor Roberto.
Non mi darei dell'"onesto" tanto impunemente.
Non oserei mai.
"Ma chi è il signor Roberto"? direte voi?
Ma io sono qui per spiegarvelo chi è il signor Roberto!

In realtà non lo so di preciso.
Posso solo dire alcune cose.
Ha una certa età, direi sui 50/55 anni, valutando il tono della voce.
Probabilmente vive a Bolzano o a Bergamo (non ho capito) ed ha un fortissimo accento veneto.
Posso inoltre dire che una madre, probabilmente i una certa età, che non ha dimestichezza coi numeri, sicuramente non conosce a memoria, quantomeno nell'ordine preciso,le cifre che compongono il numero di telefono del figlio.. in effetti sono le stesse identiche del mio, ma in un ordine leggermente differente.

Cosa è successo.
Stamattina il suddetto chiede alla madre di fargli urgentemente una ricarica alla carta prepagata.
La madre sbaglia il numero, di una cifra sola, e la ricarica arriva a me.

Niente di che, a parte che per qualche minuto mi sono chiesto chi mi avesse fatto la ricarica ma poi, preso da altri eventi e casini, ho proprio rimosso la cosa.
Nel tardo pomeriggio, quasi ora di cena, il signor Roberto (probabilmente ricevuta cartacea riportante il mio numero alla mano) mi chiama e mi spiega la situazione.

"Nessun problema" dico io "appena posso le ricambio il favore"
Non essendo poi certo dell'operatore, anche se in effetti essendomi arrivata la ricarica potevo anche arrivarci, ma ero fuso col cervello, l'ho anche richiamato per avere conferma di fare la ricarica con l'operatore corretto.
Inutile dia quanto si sia sperticato in ringraziamenti e poi "Se posso permettermi vorrei dirle che al giorno d'oggi è davvero raro trovare persone oneste"..

Io ho risposto : "Facciamo il possibile"

Poi sono stato decisamente bene.
E non m'è costato nulla! La ricarica avrei dovuto farla lo stesso!
Che poi, destino vuole, c'era pure parcheggio di fonte alla tabaccheria sotto casa.. cosa più unica che rara.

"Facciamo il possibile"

Se ogni giorno tutti noi ci provassimo a farlo.. "il possibile".
Probabilmente il mondo sarebbe un posto decisamente migliore.
Un bel bravo a me ed a tutti quelli che "ci provano".

La forza del dialogo - Spiegare per capire

Miei cari e fedeli lettori, come ben sapete sto vivendo una situazione "lavorativa" abbastanza complicata.
Scadenza già scaduta da mesi, situazione tesa, clienti poco collaborativi ed affatto simpatici, un sacco di soldi in ballo...
Ed oltretutto fosse un lavoro semplice.
Purtroppo non è così.
E' un lavoro dannatamente complicato e difficile che mi sono ritrovato a reggere sul mio scarno e peloso groppone ("marò indiani" che brutta immagine!) tutto da solo o quasi.
Ho imparato una cosa molto importante durante il procedere di questo lavoraccio infame.
Ho imparato che chiedere aiuto non è una cosa da deboli.
Ho imparato che continuare a sbattere la testa su un problema che non riusciremo mai a risolvere da soli è inutile e dannoso, una perdita di tempo.
Che sia per orgoglio personale o per necessità, arrivati ad un certo punto, conoscendo i propri limiti e le proprie capacità (sì, per fare questo in primo luogo è necessaria una minima conoscenza di se stessi) può diventare necessario tirare su la testa e cercare uno sguardo amico.
Fosse anche solo per parlare a 4 occhi (magari con uno che manco sa di cosa stai parlando e che non capisce appieno il problema che gli esponi), per chiarire a se stessi l'origine del problema. Con me a volte funziona.
Mentre cerco di spiegare il problema, cercando di renderlo più semplice e comprensibile al povero pirla che si vede costretto a cercare di comprendere i miei turpiloqui, la cosa magicamente, spesso almeno, si semplifica.
Rendendola più semplice per lui l'abbiamo resa più semplice anche per noi che, probabilmente, avendo una conoscenza più approfondita del problema ci siam persi in chissà quante e quali pippe mentali assurde.

Per applicare questa "tecnica" sono necessari:
Comprensione ed accettazione delle proprie capacità.
Una persona dall'aria intelligente (e che riesca a mantenerla durante tutta la durata della conversazione) in grado di far finta di ascoltare quello che state dicendo.
Un cervello funzionante come si deve... tra tutti e due forse, per caso, potreste addirittura farne uno che elabori una qualche soluzione.

Se poi anche così non ne venite fuori allora  sarà il caso di chiedere davvero aiuto.
Ma questa è un'altra storia.

giovedì 29 marzo 2012

Vacanza in sardegna - Un miraggio che si avvera? - 5 luoghi da visitare

E qui torniamo bellamente a parlare dei ranzacci nostri.
Nostri non nel solito plurale maestatis che tanto ci piace (il "ci" inceve lo è decisamente) ma nostri nel senso che ad essere interessati siamo almeno in due.
In realtà dovremmo essere in tre, ma la terzo interessa relativamente.
Al terzo, causa primaria della scelta della destinazione marittima, frega poco, basta che ci sia da giocare e divertirsi. Parliamo del nano di anni 3 ovviamente.
Parliamo del nano che obbligherà il suo papà a stare in spiaggi a(cosa che odia) ed a fare il bagno nel mare (cosa che detesta)... ma questa volta potrebbe esserci una novità.

Il mare in questione potrebbe essere lo splendido e limpido mare della cocciutissima regione / isola italica.

Mai stato in Sardegna. Ovvero, per essere precisi un paio di volte ci sono stato, ma per lavoro e quindi non ho visto nulla, ma è uno di quei posto dove ho sempre voluto andare.
Ho espresso la mia preferenza (sono stato interrogato e quindi a domanda rispondo).
Ho preferito una settimana in sardegna a 2 in Liguria.
Senza nulla togliere alla Liguria (che paesaggisticamente, superato "l'orrore iniziale" è davvero un bel posto), ma è assai probabile che il mare della Sardegna sia decisamente meglio. Quindi che sardegna sia.

Perché orrore iniziale?
Be, principalmente perché tendo a valutare il luogo in base alla fatica che faccio per arrivarci, e la Liguria è troppo vicina, troppo di casa, troppo vista...non che sia brutta, ma non riesco a valutarla "lucidamente".
E visto che per andare in Sardegna ci (leggasi "mi", sarà io a guidare) toccherà un discreto sbattone (Viaggio fino a genova, notte in traghetto e poi qualche altra ora di macchina da Olbia a VillaSimius) credo proprio che la sardegna mi piacerà tanto.
"Perché non ci andate in aereo?" direte voi.
Ma perché il nano è a rischio otite! Dannato l'otorino laringoiatra. (Sempre sia lodato)

Comunque parlando di posti che "vorremmo visitare" (noi grandi, al piccolo non glielo chiediamo che sennò finiamo chissà dove) abbiamo stilato una top 5 dei posti assolutamente da andare a visitare che non abbiamo ancora visto.
In ordine puramente casuale.. al solito.

1 - Roma (manca a Lei)
2 - Danimarca (manca a lei)
3 - Islanda (manca ad entrambi)
4 - Irlanda/Inghilterra (da turista manca a me)
5 - Australia / Nuova Zelanda (manca a tutti)

mercoledì 28 marzo 2012

Il "problema" del lavoro - 8 modi per non annoiarsi vivendo di rendita

"Il lavoro fa male, lo dicono tutti" diceva il sommo poeta.
No,a farlo non era il sommo poeta, ma una brava cantante, comunque il significato non cambia.

Ho sempre sinceramente pensato e detto che, il giorno in cui avessi vinto un fantastiliardo al SuperEnalotto avrei continuato a lavoricchiare... anche solo per non annoiarmi.


Ora posso ammetterlo.
Ho sempre detto un'emerita cazzata.
Per non annoiarsi esistono altre cose, altri metodi.
Visto? Anche io cambio idea se il ragionamento mi porta a capire che sbaglio!
Capita di rado ma capita!

Ora, fatta la dovuta ammissione di colpa ecco a voi 8 modi per non rischiare di annoiarsi vivendo di rendita

1 - Costruirsi una casa
Si dice : "Una casa non è mai finita, perché quando lo è anche la tua vita è agli sgoccioli" o qualcosa del genere.
Allora sotto con sega e chiodi (Io la farei di legno) che c'è un sacco di roba da fare!

2 - Viaggiare
Il mondo è GIGANTESCO!
Non potrete mai e poi mai visitarlo assolutamente tutto, quindi fatevi amico un tour operator e preparatevi al check in.
Business class ovviamente.
Fanculo la classe turistica e tutti quelli che ci viaggiano.
In piccionaia ci viaggiate voi!

3 - Leggere
Una stima dell'anno 2010 valutava il numero dei libri presenti all'astronomica cifra di 130.000.000.
Per chi avesse difficoltà a contare gli zero ci penso io.
130 MILIONI!
Hai voglia a scegliere da dove iniziare!

4 - Dormire
Come un bambino. Tranquillo e rilassato. sapendo che nulla potrà mai disturbare la vostra quiete.
Ecco un modo fantastico per passare il tempo.

5 - Prendersi cura di se
Vita sana ed equilibrata.
Con tutti gli ausili della moderna tecnologia ovviamente.
SPA, centri benessere, agriturismi per la pace interiore o che siamo.
Perché se uno si sente in colpa a vivere di rendita poi il fisico ne risente.

6 - Aiutare il prossimo
Vivete di rendita? Be, che dire, siete fottutamente fortunati.
Ricambiate un po di questa probabilmente immeritata fortuna aiutando gli altri... niente di impegnativo! giusto per non sentirsi delle immani merde ambulanti.

7 - Esercitare il proprio diritto alla libertà
Fare una o più delle cose suggerite nei punti precedenti, in giorno sì ed uno no, ma essendo consci del fatto che le fate perché siete voi a decidere di farlo.
In completa libertà.
O anche no.
Fate un po come vi pare suvvia!

8 - Fare cose
Per i più romantici di voi sarebbe "fare l'amore".
Per i più assatanati "trombare come dei ricci".
Per chiunque, ottenere la libertà ed il modo di "farlo" come dove e quanto ci piace... che bel passatempo.

P.S.
"Scrivere liste assurde e non richieste" ricade nel punto 7.

martedì 27 marzo 2012

Prova costume - Anticipo notizia bomba

Anticipo Studio Aperto di qualche settimana...

L'avete notato?
E' arrivata la primavera!
E continuando con le ovvietà dopo la primavera cosa c'è?
Su coraggio, un piccolo sforzo... L'estate!
E cosa arriva con l'estate?

Tono Fantozziano please
"La famigerata prova costume"

Oltre ovviamente al caldo, la siccità, i turisti ecc... sempre parlando di ovvietà ed anticipando Studio Aperto.

Siete tesi?
O meglio.. siete tese'

E sì perché la tanto temuta prova balneare notoriamente è più sentita dalle femminucce che dai maschietti.
O meglio.
Per affrontarla le donne mettono mesi di anticipato impegno dietetico / sportivo.
Per gli uomini intesi come pelosi, grassocci, manco per un cazzo metrosessuali la questione normalmente si riduce ad una o due settimane di blando sbattimento pre-spiaggia.
Se si riduce a questo, a volte non si "riduce" affatto ed i suddetti uomini pelosi, grassocci e "normali" vanno in spiaggia sfoggiando tranquillamente le proprie maniglie dell'amore, la propria pancetta ed i propri peli in eccesso.

Qualcuno mi potrebbe gentilmente spiegare chi ha inventato "la prova costume"?
O è il solito malcelato bisogno di "apparire" meglio di quanto si è per un determinato e sempre troppo breve periodo di tempo?
Le vacanze... uno per arrivarci figo, magro e, assurdamente, già abbronzato, a sentire in giro, dovrebbe mettercisi d'impegno, spendere un sacco di soldi ed arrivarti, alla fine, stanco, stressato, rinsecchito dalle lampade.
per fare cosa?
Per potersi permettere di rimpinzarsi della qualsiasi ai buffet dei villaggi vacanze?
Per bere come uno sciamannato alle feste in spiaggia?
Per evitare scottature?
Per baccagliare in spiaggia le femminee rappresentati della specie che alla prova costume hanno dedicato almeno i sei mesi precedenti? Sempre che non ci stiano lavorando dall'anno precedente. Senza sosta.
Che dire... io non mi adeguo.
Io mangio se ho fame
Bevo moderatamente poco oramai.
Mi scotto poco perché non prendo troppo il solo, non mi piace particolarmente stare in spiaggia, e per quanto riguarda il baccaglio marittimo oramai ho raggiunto "la pace dei sensi".
E così fa tanta altra gente.
Così fanno tutti quelli che "sono a posto", che "se ne fregano", che "non seguono la moda", che sono tanti.
NOI SIAMO LEGIONE!

P.S.
Non voglio dimenticare (per la questione degli anticipi ovvi):
L'abbandono degli animali, gli anziani ed i bambini che patiscono il caldo, i turisti stranieri e non che s'innaffiano la testa ad una qualsiasi fontana di una qualsiasi città d'arte Italica e tutte le ovvietà della stagione che è in arrivo.... senza dimenticare i servizi sugli amori estivi e sulla depressione post vacanze per rientro... manca altro?

EMILIO! Ma cribbio!

Mi rifaccio a questa notizia che ha dell'inverosimile.
Non tanto per il cosa od il chi... tanto per IL COME!
E' stata la banca stessa a mandarlo "a quel paese!"

Ma ci credete?!
Una banca Svizzera che non prende i soldi perché probabilmente (a loro avviso, non lo dico mia io) non sono certi della provenienza "lecita" di quei soldi... Pazzesco. Ed è ancora direttore di un telegiornale.
Ma sopratutto...
Mi immagino LA SUA reazione.
Quella di S.

Io non sono a conoscenza del fatto se SB sia un bestemmiatore abituale piuttosto anche che di no.
Nel caso non lo sia e non lo sia mai stato... credo che abbia recentemente cambiato idea sull'argomento.

EMILIO!
MA CRIBBIO!
QUANTE VOLTE TI HO DETTO DI FARE ATTENZIONE!
NON FARTI BECCARE CHE DIAMINE!

Filosofeggiare per hobby - Il Pericolo del pensiero

Mi piace giudicare, o recensire.
Ma preferisco filosofeggiare.

Mi piace affrontare "i grandi temi".
Mi piace farlo dicendo quel che penso e lo faccio senza temere particolarmente il giudizio delle persone che eventualmente mi leggeranno.
Caso strano... normalmente "il giudizio" mi rende sempre insicuro.
Però, quando si tratta di temi "importanti" (parliamo di vita, di religione, di idee serie) mi sento di poter dire la mia senza paura.
Anche se così non dovrebbe essere.
I temi "importanti" son quelli che rischiano di agitare il polverone.
I temi importanti son quelli che accendono le discussioni, o almeno dovrebbero.
Le reazioni delle persone di fronte a temi caldi sono solitamente scarse.
La gente, giustamente, cerca divertimento e divagazione. Di solito le persone non amano pensare troppo.
Pensare è un'attività che ha svariati vantaggi, ma anche, e purtroppo, degli svantaggi che vanno considerati approfonditamente.
Pensare è, in primo luogo, faticoso. Costa fatica.
Immedesimarsi in un'altra persona per cercare di comprenderne il punto di vista, o considerare concetti differenti dal nostro modo abituale di vedere le cose. E' faticoso!
E poi, sopratutto. Pensare è pericoloso.
Discutere di un argomento, farlo con coscienza e civiltà, obbliga a prendere, se non per buone, almeno per plausibili le idee che dobbiamo andare ad analizzare.
C'è pure il rischio che ci tocchi cambiare idea!
Capiamoci, finché si tratta di parlare di cazzate cambiare idea costa poco o nulla, ma sui temi importanti?
Anche solo per orgoglio uno tende a difendere le proprie condizioni fino allo stremo delle forze, e giustamente.
le proprie idee vanno difese, ma anche condivise.
La condivisione è all'origine della discussione e senza discussione le idee non possono evolversi, crescere o persino rilevarsi totalmente sbagliate.
Essere aperti al cambiamento portato dal dialogo è la vera, sola, unica differenza fra una persona intelligente ed un emerito bacchettone.

lunedì 26 marzo 2012

Battery low - Quanto la mente è in vacanza

Ho scoperto, con l'avanzare dell'età, di avere una riserva energetica mentale limitata.
La quantità di pensieri coerenti che la mia mente è in grado di elaborare non è variabile in funzione al numero delle ore dormite piuttosto che al livello di stress percepito.
E' un numero chiuso, finito, limitato, quasi in nessun modo spremibile.
La non spremibilità è una proprietà che viene ereditata probabilmente dal materiale di cui è costituito il mio cervello.


Provate poi a spremere il porfido se vi riesce.
Provateci, se volete, a spremere il marmo.
Tentate, se vi aggrada, di spremere qualche goccia di qualsiasi liquido, dalle rocce calcaree presenti in pieno deserto del Sahara.
Vi sfido.
Io sono così.


Le idee sensate, coerenti, lavorativamente attinenti sono disponibili in un numero limitato non variabile.
Quelle "no", quelle strane, quelle letterarie, le altre, quelle che non va bene utilizzare per lavorare anche perché non centrano nulla... be, per quelle bastano un foglio bianco ed una biro.
Meglio ancora se parliamo di schermo bianco e tastiera (altra cosa che ho scoperto con l'età.. non sono più capace a scrivere a mano o meglio, poi non riesco a rileggermi)


Per quelle mi basta trovare un minimo appiglio, un pur minimo incippit e "via si va". Partenza immediata per il mondo dell'inverosimile, del controsenso. Che è il mondo che mi piace di più.
Il modo della propria fantasia... il mondo in cui tutti noi vorremmo vivere.

Il cinismo come stile di vita

Non ci sconvolge nulla o quasi a noi cinici.
Ne abbiamo passate troppe nelle nostre a volte troppo brevi vite.. non che noi si sia in qualche maniera morti dentro, per capirci, non era una qualche forma poetica.. era per dire...  che noi che ci siamo "ridotti" ad essere così ne abbiamo passate troppe nell'arco della nostra breve vita e che, per mero meccanismo difensivo, il nostro cuore s'è rivestito d'un sottile ma solido, quasi indistruttibile, strato di cinismo puro.
Che si dice abbia il sapore del cioccolato fondente che ricopre il gelato nelle migliori varianti del gelato comunemente definito "ricoperto al cioccolato".
Il nostro cuore è così. buono ma freddo, e ricoperto da uno strato difensivo che non permette alla luce di entrare e corromperne la purezza.
Perché purezza? Perché NOI CINICI questo siamo. Puri, nel nostro malcelato menefreghismo verso le cose di scarso (per noi ovviamente) interesse. Intonsi, nella nostre incancellabili e spesso indifendibili quanto incrollabili posizioni. Indelebili nelle nostre affermazioni, come spesso sono le macchie lasciate dalle migliori qualità di cacao.
E nella nostra purezza possiamo risultare, a volte se non sempre, distaccati e disinteressati, ma non per freddezza, ma perché abbiamo imparato, durante le nostre varie peripezie, a distinguere ciò che davvero è importante da quanto è superficiale, non pertinente, in eccesso se non proprio irrisorio.
Non siamo interessati da ciò che può scuotere gli animi della maggior parte delle persone.
Una persona "famosa" che viene a mancare, se non è qualcosa che ha rappresentato per noi qualcosa di più di un mero "simbolo sociale" ci lascia indifferenti e le sperticate manifestazioni di addolorato cordoglio sventolate dalla quasi totalità del restante genere umano normalmente ci sembrano assurde ed, ovviamente, fasulle.
Noi non spertichiamo i nostri sentimenti. Noi ci risparmiamo per cose davvero importanti, per lutti "veri", per guai seri, non per uno (dei molti) vips che affollano questo pianeta che ha trovato la sua fine. E normalmente pensiamo anche che se la siano meritata la fine alla quale sono giunti.
Tutto questo per dire che i vari Michael Jackson e le varie Withney Houston per noi sono stati poco più che mere curiosità. Attimi, momenti, episodi.
Non è che non ci tocchino... è che non sono importanti, ed allora rimbalzano sulla nostra scorza protettiva...

domenica 25 marzo 2012

La fine di un'epoca?

Parto da qui e penso... è la fine di un'epoca?
Come quando dal VHS si passò al DVD?
Come quando dalla musicassetta di passo al CD?
Come quando dallo Startac si passò al Nokia?

L'epoca in cui il BlackBerry era il top per il "lavoratore" mobile.
L'epoca in cui il BlackBerry era un oggetto simbolo e sinonimo di serietà professionale.
L'epoca in cui il solo fatto di saperlo far funzionare era indice di possesso di QI superiori alla norma e quindi di prestazioni professionali qualitativamente superiori.

Personalmente non ce l'ho mai avuto, son rimasto fedele al Nokia fino a quando ho potuto farlo e telefonicomobilmente parlando sono fermo, indietro come la coda del mulo. Non sono Smart, non sono quad band, non sono touch... 
Sono ancora di quelli che col cellu (parlo ggiovine io!) ci chiama (raramente) qualcuno ogni tanto e giusto in remotissime occasioni invia SMS per confermare o smentire una pizza.
Quindi per me il fatto che il BB sia destinato a scomparire dalle orecchie dei professionisti non è manco un fatto vero e proprio, è un avvenimento che non mi tange, che non mi tocca minimamente, come il matrimonio di un reale inglese a casaccio o come un colpo di stato in una nazione araba... Con cose che capitano, non c'è da farsi su nessun dramma particolare.

Certo, spiace per la gente che rimarrà senza lavoro, spiace per le migliaia di uccelli spiumati per decorare i cappellini delle lady del regno Unito, e spiace per lo stato che s'è preso un colpo, ma in questo momento ho altri problemi... quindi spiace spiace, ma nemmeno poi così tanto.
Il problema è che io, un BB, NON LO VOGLIO!
Non ora (che è tardi) e sopratutto non lo voglio perché NON MI PIACE!
Ora che ho visto altro.
Ora che so che c'è decisamente di meglio.
Ora che lo vedo avvicinarsi pericolosamente al fondo dei miei pantaloni. Lo vedo, che cerca di insinuarsi. lo sento che spinge.
No amico, mai. Piuttosto riesumo un vecchio Nokia a casaccio ed uso quello.

Ma un qualsiasi smartphone di fascia medio bassa (che costa pure meno e che monta Android che è più facile da usare e più comodo e più tutto quello che vuoi) non si poteva?
Io il BackBerry non lo VOGLIOOOO!
Il fatto che te lo tirino dietro se cambi operato o piano tariffario è un indizio più che valido a mio avviso.
E' un indizio che stanno svendendo.
E' un indizio che sono alla frutta (More nello specifico)
E' un indizio che spinge me a stargli il più lontano possibile.
Non ho voglia di mettermi li ad imparare una roba inutile ed astrusa che non mi interessa e che presto (mai abbastanza per me) scomparirà.
E poi è scomodo!
Con sto tastino insulso e dalla sensibilità assurda...
Non mi piace...
Non mi piace...
Non mi piace per niente.
Una volta qualsiasi cosa tecnologicamente avanzata rientrava automaticamente nei miei interessi, ora non più, ora sono selettivo... o sto solo invecchiando?
Questa è una cosa su cui dovrei riflettere. E lo farò, non temete, lo farò. (ed in effetti l'ho pure fatto qui)
E scusate se suona come una minaccia.
Voleva esserlo.

sabato 24 marzo 2012

E la chiamarono Gianluca - Alla faccia dei risvegli traumatici

Ella è qui! Sarebbe meglio dire egli, ma parlando di tartarughe, chissà perché, tendo a dimenticare la possibilità che siano di sesso femminile.
Tartarugo , oltre ad essere una parole inventata, è pure una parola oggettivamente abbastanza brutta. Suona male.
Comunque, visto che il nostro esemplare maschio di tartaruga aveva bisogno di essere ribattezzato, con buona pace di ogni eventuale possibile squilibrio psichico dovuto ad un cambio anagrafico non richiesto, "abbiamo" (plurale maestatis del Papo) deciso di chiamarlo Gianluca (con buona pace dell'amico che così si chiama che l'unita tartaruga che ha è quella addominale, ma al rovescio.
E' giunto giovedì sera (io non c'era) e visto che per traslocarlo è stato in pratica stato svegliato malamente dal suo letargo, in filato in una scatola da scarpe e rinchiuso, dal bel giardino in cui viveva prima, in un terrario "Working in progress" che non è malaccio ma che sicuramente non è casa sua, non mi aspetterei altro che odio sempiterno dalla corazzata creatura per tutti i secula seculorum.
Mi immedesimo. Io reagirei così.
E' qualche mese che me la dormo della grossa, manca poco alla sveglia, ma posso ancora dormire ed arriva un tizio (che nemmeno conosco) che mi rapisce dal mio posticino e mi infila in una bara di cartone.
A me girerebbero! Eccome!
Comunque sia, al momento, il profugo rapito è tornato a nanna (s'è intampato per benino) ed anche se ogni tanto da segni di vita la tensione è palpabile.
Sopratutto in attesa della scenata colossale che ci toccherà subire quando si sveglierà.

giovedì 22 marzo 2012

Corrado Augias

Inauguro con questo post una nuova categoria di scritti: "People I Like"
Ovvero gente che mi piace assai.

Che dire del Corrado.
Lo conosco poco in realtà, ma lo trovo di una lucidità, di una squisitezza e di una pacatezza che ha pochi o nessun eguale al giorno d'oggi.

Lo conosco (e lo seguo) sopratutto per i suoi scritti. Non che abbia letto tutti,ma ho letto e sto leggendo cose su di un argomento su cui la pensiamo pressoché alla stessa maniera (ateo io, ateo lui) e quindi... I like Corrado Augias.
E? uno di quei pochi personaggi che sanno calamitare la mia attenzione qualsiasi sia l'argomento che sta trattando in quel momento.

Non so, e non mi interessa, quale sia il suo orientamento politico, dico solo questo.
Tanto mi piace e tanto mi ispira quest'uomo che potrei dire, tranquillamente: "Io la penso come lui"

Vado sul sicuro.
Mi ispira fiducia.
Può mica "sbagliare"uno come Corrado Augias.

Cosa ammiro di quest'uomo?
La cultura? La pacatezza? Il savoir faire?
Tutto... ed anche il fatto che pubblichi libri e parli, generalmente, di argomenti culturali in Tv.. è uno dei pochi a farlo, ed è uno dei pochi che mi piace ascoltare.

Mi piace come (e quanto) riesce a comunicare.
Mi piace.
Anche a pelle mi piace.
E normalmente a pelle non mi piace nessuno.

Non fosse che sarebbe sconveniente (per lui) ci uscirei con Corrado Augias!
E gli pagherei cena!

No Smoking - 19 metodi infallibili per smettere definitivamente di fumare

E' un po di tempo che ci penso.
E' un po di tempo che questa malsana idea mi frulla per la testa.
Tutte le volte che vado da dentista mi sento in colpa. Mi fa un mazzo così.
Tutte le volte che vado dal dottore mi sento in colpa, anche lui mi spacca il culo sulla pubblica piazza.

Ultimamente tutte le volte che mio figlio mi guarda mentre mi fumo una sigaretta (praticamente di nascosto e categoricamente sul balcone) mi sento in colpa. Gli passo l'immagine che fumare sia da fighi, come il suo papino... e mi sento in colpa.

E fin li avrei anche potuto soprassedere al senso di colpa. Ora mi sento in colpa pure quando vado a comprarle, le sigarette, perché costano davvero davvero tanto, se ci penso... ed allora.. che fare?
Che faccio?
Che faccio!
Smetto di nuovo?
Magari definitivamente ovviamente...
Che faccio?!
Dire "ci provo" è sbagliato, deleterio, ammette il possibile fallimento.
Bisogna essere più convinti, devo essere più convinto.
Certo che però fumare mi piace ancora tanto.
Dopo il caffè, dopo una bella cena.
Uno potesse limitarsi solo a quelle di sigarette, sarebbe tutto più semplice.
Con 3 barra 4 forse 5 sigarette al giorno non sarei nemmeno tecnicamente considerato un fumatore.

Ebbene, ecco a voi 19 metodi infallibili per smettere definitivamente di catramare i vostri sofferenti alveoli polmonari. (Tutti rigorosamente senza spiegazione pratica)

1 - SMETTERE DI BOTTO
2 - SMETTERE DA UN GIORNO ALL'ALTRO
3 - SMETTERE DALLA SERA ALLA MATTINA
4 - SMETTERE REPENTINAMENTE
5 - SMETTERE CON LA FORZA DELLA VOLONTA'
6 - SMETTERE CON LA FORZA DELLA DISPERAZIONE
7 - SMETTERE FORZATAMENTE CAUSA ORDINE DEL TRIBUNALE
8 - SMETTERE DI COMPRARE LE SIGARETTE E NON SCROCCARLE A NESSUNO MAI
9 - SMETTERE DI POSSEDER UN ACCENDINO E FONDARE UNA RELIGIONE CHE VI IMPONE DI NON ACCETTARE FUOCO DA MANI ALTRUI
10 - SMETTERE SI PENSARE CHE SIA UNA COSA COSI' IMPOSSIBILE, E SMETTERE UNA BUONA VOLTA
11 - SMETTERE PER IL BENE DEI PROPRI FIGLI
12 - SMETTERE PER IL BENE DELLA PROPRIA SALUTE
13 - SMETTERE FINO ALLA FINE DEI TEMPI
14 - SMETTERE PER TUTTI I SECULA SECULORUM
15 - SMETTERE FINO ALLA FINE DEL MONDO
16 - SMETTERE CAUSA BANCAROTTA FRAUDOLENTA
17 - SMETTERE PERCHE' SAREBBE BENE FARLO
18 - BECCARSI UN BEL TUMORE
19 - DECEDERE

mercoledì 21 marzo 2012

Le promesse dei capi

Dovrei lavorare, lo so che dovrei lavorare... ma penso e non riesco a trovare le forze per farlo come si deve.
Concentrandomi il giusto.
Penso ad altro.
Penso che, approfittando de lunedì di Pasqua ed agganciandoci un paio di giorni, dovrei riuscire a fare 5 giorni di vacanza e che devo "solo" raggranellare da qualche parte le forse per arrivarci.
Penso che, se non dovessi stare qui a magonare per problemi non miei, potrei stare a casa a scrivere.
Penso che scrivere mi piace e soddisfa ogni giorno di più e che questo dannato lavoro non fa più per me, ogni giorno di più anche questo, o di meno, che sarebbe più corretto, forse.
Penso... oggi sono pensieroso. Mi pongo quesiti, mi faccio domande.
Ho molti "e se" e "ma poi" in testa.
Troppi per riuscire a concentrarmi decentemente su quello che dovrei fare.
Pochi per trovare il coraggio di mollare tutto e di cambiare vita.

Sì lo so, ne abbiamo già parlato fino alla nausea, e sì, lo so, non è il momento per fare colpi di testa, ma qui la situazione invece di migliorare peggiora.
Il "lavoraccio infame" è (praticamente) giunto al termine.
C'è ancora da fare, lo so io e lo sanno tutte le persone coinvolte nel progetto, ma ci stiamo arrivando, il grosso c'è e "funziona", ma per andare avanti mi serve un obiettivo, visto che "finire il lavoro" non mi basta più necessito di qualcosa in più.
Mi aggrappo alle parole che mi ha detto il mio capo: "Quando questa storia sarà finita poi starai meglio anche tu"

Che voleva dire? Cosa può significare una frase come questa?

Che una volta terminato morirò e sarò fra la larga schiera di colo che "sono andati a stare meglio"?
Che una volta terminato riceverò un lauto aumento di stipendio?
Che una volta terminato riceverò una promozione a lavacessi di modo da ridurre notevolmente il livello di stress percepito?

Non riesco a decidermi su come sia meglio vederla.
Non riesco a decidere quale possa essere l'interpretazione più corretta e verosimile.

Forse, semplicemente, una volta finito il lavoro, visto che il lavoro (infame) non ci sarà più, io starò (di conseguenza) meglio?
Devo farmi bastare questo?

O era solo una frase buttata li in un attimo di "profondo sconforto e nerissima depressione" del sottoscritto?
Giusto per tirarmi su il morale il tempo necessario a farmi finire il progetto?!
Giusto per non farmi crollare miseramente sotto il peso di una pressione non richiesta e, sicuramente, almeno a mio avviso, non adeguatamente remunerata?

In tutto questo bailamme di domande una sola, forse, è quella che conta veramente.
Cosa voglio io?
A cosa punto?

Punto ai soldi?
Punto alla tranquillità?
Punto a cosa?
Quali sono i miei desideri?

Soldi? Fama? Gloria?
Un tempo avrei detto tutto e niente.
Ora mi accontenterei di tranquillità e tempo.

Tempo per scrivere, tempo per stare con la mia famiglia... ma come si può fare senza qualche colpo di testa?

Certo, se mi danno un sacco di soldi e poi il tempo me lo ricavo licenziandomi e facendo affidamento ai risparmi accumulati.... che sia un progetto a medio termine questo?

Io me ne andrei - 5 Posti in cui trasferirsi ad occhi socchiusi

Imu, imposte varie, default, iva, governo tecnico e non, riforma del lavoro, corruzione, malavita, proteste ad ogni angolo, per lo più inascoltate.
E poi... la giustizia che non è giusta. I potenti impuniti ed impunibili, Il vaticano, la piazza che non spiazza, la pizza ed il mandolino.
E poi? Ancora? I sindacati che non collaborano, i No Tav che no a qualsiasi costo (ma ormai è un pochino tardi), la disoccupazione, il lavoro precario e la qualità della vita giù ai minimi storici insieme al potere d'acquisto di noi poveri cristi.
Per non parlare della criminalità, dell'immigrazione clandestina, dell'integrazione che non funziona (anche per i non clandestini) e di mille altre cose che non voglio scrivere o a cui è decisamente meglio non pensare.
Questa è l'Italia.
Il garrulo stivale che giace nel mezzo del "Mare Nostrum"
Generalizzo? Sì, certo che generalizzo.
E' un discorso anti-Italia? Sì, certo che lo è.
Sono stufo. Sono indignato. Sono stanco e scazzato.
Sono in una fase in cui ho smesso di leggere i giornali, per evitare di girare incazzato come una faina 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l'anno.
E faccio male, perché poi mi ritrovo le sorpresone.
Perché poi non sono informato come dovrei.
Perché poi quando le merde capitano, a capitano, mi ritrovo impreparato, e fan più male.

Capiamoci, lo confesso, non c'è in motivo scatenante "serio" alla base di questa mia digressione. C'è solo una domenica passata in casa cercando di rilassarmi e guardando qualche programma di evasione... e son finito a guardare due tizi francesi in giro per il mondo.
Il primo che scrocca vitto ed alloggio bardato come uno studio televisivo ambulante, il secondo che rompe le scatole a gente in casa loro (case da urlo) .
Il primo ieri l'ho beccato in Portogallo, niente di entusiasmate, ma l'altro. L'altro era in Canada.
Lasciamo pure perdere le case fatte in legno ecc ecc... Io AMO il Canada!
E' uno di quei posti in cui mi trasferirei ad occhi chiusi! O quasi.

Ecco a voi quini la TOP FIVE dei posti nei quali mi trasferirei anche solo a fare il lavacessi.

1 - Canada
Vi serve una motivazione? Ok.
Grandi spazi, bella gente. Mi piace!
2 - Danimarca
Ce l'ho in fissa da quando, da qualche parte o forse in TV, ho saputo quanto prende un parlamentare Danese. E pazienza se si mangia da schifo ed il clima non è dei migliori.
3 - Spagna
Saranno anche in crisi, ma sapete quanto costa una casa vista mare? Meno di 50 mila euri.
4 - Thailandia
Sole, mare, spiaggia. Ed i thai sono un popolo splendido.
5 - Non Italia
Probabilmente non andrei a finire nelle statistiche dei "cervelli in fuga", ma l'idea di fuggire dall'italico (e maleodorante) stivale destinazione "qualsiasi" mi attrae sempre di più.. anche perché ho un pargolo. Crescerebbe in un posto con un futuro.

martedì 20 marzo 2012

Opporc! Ho "finito" Skyrim!

E' successo così, quasi in sordina, quasi non me ne sono accorto.
O mio Dio ho finito Skyrim.
Quasi non voglio crederci.....
Premettiamo che dire "finito" è un errore in termini.
Sarebbe finito se non avessi più assolutamente nulla da fare.
Qualcosa da fare c'è ancora... ma la domanda è: Voglio farlo?

Il punto della situazione è il seguente.

(ATTENZIONE SPOILER!)
Quest principale : Finita.
Quest fratellanza oscura: Finita.
Quest Confratelli: Finita.
Quest gilda dei ladri: Finita.
Accademia dei maghi? Finita pure quella.
Ho tutti trofei?
No, ma non è un problema, non mi sento "inferiore" a nessuno.

Il problema vero ora è però un altro.

Mò che faccio?!
Mi toccherà scrivere, lo so...

Forse è la volta buona che finisco sto romanzo.

(Le ultime parole famose)

Ferie con bimbo - Un miraggio sempre più distante - 5 alternative al salasso poco plausibili

Siamo in fibrillazione.
O meglio, la bionda è in fibrillazione.
Non che non mi interessi, affatto, è solo che non riesco a "proiettarmi" tanto avanti.
Vacanze estive, già ci siamo? Sul serio?

A quanto pare è così.

Allora, causa otite nanica ci toccherà fare solo mare mare mare mare e poi ancora mare... con buona pace del family Hotel di Levico Terme (TN) che dovrà fare a meno della nostra presenza... dannati padiglioni auricolari.

In realtà quasi non mi spiace perché, visti i primi preventivi nessuno dei quali, per due settimane di villeggiatura, sembra volerci concedere "il lusso" di restare sotto i 4000 mila euro.
Certi, per la nostra gioia, si ostinano ad arrivare anche a 5000! Bimbi gratis oltretutto!
Assurdo.. veramente assurdo... poi ti chiedi come mai tante "persone normali" si fanno i debiti per andare in vacanza.

Io non sono così, anche se la stanchezza e lo stress del lavoro mi fanno pensare, ogni giorno di più, che per 15 giorni di riposo, relax e tranquillità farei davvero di tutto.

L'unica nota positiva è che, visti i prezzi assurdi in cui ci siamo imbattuti fin'ora, probabilmente ci toccherà tornare in crociera... che ci è piaciuta tanto tanto tanto tanto tanto. Ecco perché alla fin fine questa situazione non mi spiace poi così tanto.

Per tutti coloro che non volessero dissanguare i propri sudati risparmi ecco una lista di 5 poco plausibili alternative.
(Tenete presente che, l'obiettivo, sarebbe quello di fare 2 settimane di vacanze assolutamente e totalmente serviti e riveriti mantenendo il budget ad una cifra se non sensata almeno accettabile)

1 - Autostop
Difficilmente troverete qualcuno disposto a caricare voi, la vostra compagna, il bimbo e tutti i vostri bagagli... forse sarebbe meglio che fosse "Camionstop".

2 - Partire all'avventura
Caricate tutto quello che può servire a voi ed alla vostra famigliola e via!
Vi fermate dove capita e pregate che tutto vada bene.
Mi raccomando! Preparatevi a passare un sacco di tempo in macchina, quindi che il pupo abbia di che distrarsi... rischio sclero alto.

3 - L'alloggio (con tutti gli optional)
Potrebbe essere un modo per spendere meno, ma sono gli optional ad alzare la cifra.
Le pulizie potrebbero anche essere una volta la settimana, ma il cuoco e la cameriera?
Full time ovviamente.

4 - Vacanza studio all'estero
Mai fatte nemmeno quando studiavo, ma se per caso esiste una formula per famiglie io mi ci butto.

5 - Pirati nel mare dei Caraibi
Convincete il vostro pupo a viaggiare travestito da pirata (potrebbe non essere nemmeno troppo difficile) e sequestrate uno scafo d'altura.
Occhio ai marò che a quanto pare hanno il grilletto facile.

22/11/'63 - Stephen King - Recensione

Prima di recensire l'ultima fatica del "Re dell'horror" americano mi sento di dover spendere due paroline sul "King" del mio cuore marcio e corrotto.
Sono un Kinghiano DOC. Ho letto praticamente tutto quello che ha pubblicato e sono riuscito a farmi piacere cose del tipo "On writing" ovvero il "manuale di scrittura" visto da king in persona.
Sembra una frase fatta, ma davvero, se la pubblicasse, leggerei con foga pura la sua lista della spesa.
Ho anche imparato, col tempo, a farmi andare giù il finale della saga della Torre Nera (lungi da me, non ho intenzione si fare nessun genere di spoiler, io ODIO lo spoiler!).
Questo perché io, semplicemente, venero (voce del verbo venerare) Sthephen King.
Mi piace come scrive, il Maine è l'unico posto degli stati Uniti d'America che davvero vorrei visitare. Un po' anche per colpa della menagrama per eccellenza del mondo dei telefilm ovvero Jessica Fletcher, ma anche perché, leggendo i vari romanzi da lui pubblicati, nella mia testa quel posto ha assunto le tinte di un location epica e fantastica.
Certo, terrorizzante ed angosciante, non potrebbe essere altrimenti, ma.. mai sentito parlare del fascino dell'orrido?
Un vero e proprio paese incantato per malati di mente insomma.

22/11/'63 appartiene a quella, apparentemente senza fine, lista di romanzi che King sta ripescando dal cassetto.
E' un romanzo, parole sue, iniziato nel 1972 e che, ai tempi, non riuscì a finire per mancanza di informazioni / tempo.
Come ti capisco mio caro Stephen! Come ti capisco!

22/11/'63, oltre ad appartenere alla categoria dei "ripescati dal cassetto" possiede anche un'altra peculiarità: non è un horror.
Be, di "orrore" in realtà ce n'è, e ce n'è parecchio.
Il sangue, si potrebbe dire, scorre a fiumi e non potrebbe essere diverso. King lo descrive talmente bene.. ma non c'è nulla di soprannaturale.
Al massimo c'è un po di fantascienza, d'altronde si parla di viaggi nel tempo, ma non è nemmeno fantascienza pura. Non c'è nessun marchingegno, non c'è nessun scienziato (pazzo o meno).
Ci sono solo persone normali in situazioni straordinarie e con opportunità che tutti noi abbiamo, almeno una volta nella vita, desiderato di poter avere a disposizione.
Tornare indietro nel tempo e cambiare la storia.

Il protagonista della storia si ritrova nella suddetta condizione e decide di tentare l'impensabile.
Salvare la vita di john Kennedy.
Per farlo "parte" dal 2011 e "trasloca" nel 1958.
Inutile dire che ne passerà 1000 prima di arrivare al 1963...
Il libro è tutto li, e seguire la metamorfosi del protagonista è davvero interessante e sconvolgente.

Non aggiungo altro, odio lo spoiler, l'ho detto mille volte, e non voglio di certo iniziare ora, solo che, dalla regia, recensire un libro senza scrivere assolutamente nulla riguardo alla trama non è professionale. poi sembra che non hai letto il libro.

Il mattonazzo ha uno spessore dell'ordine di 767 pagine (cosa normale per il buon vecchio King) e si differenza da molti dei suoi altri lavori per un ulteriore particolare.
Parte subito, in quarta e a tutto gas.
E ma piacciono (o forse sarebbe meglio dire che ci sono abituato) le sue partenze solitamente lente.
250 pagine d'introduzione alla storia vera e propria non mi disturbano anzi, mi immergono di più e meglio nel mondo dell'autore, ma questo romanzo non soffre di questo "problema". Affatto.

Che dire!
Lo consiglio a tutti gli amanti del King, lo consiglio a tutti i nostalgici degli anni '50 e lo consiglio a tutti quelli a cui solitamente il King non piace.

Potrebbero, finalmente, cambiare idea.

lunedì 19 marzo 2012

Tarta in arrivo! - AAA cercasi sassi

Ve ne fregherà poco, ma questo week end abbiamo costruito il terrario da terrazzo per il prossimo arrivo del nuovo componente della nostra trittica famigliuola.
Gran sgobbata, per uno abituato giusto a muovere un mouse ed a pigiare tasti quasi a casaccio.
Sopratutto grandissima attesa, almeno da parte mia.
Ci tengo che la bestiola si trovi bene e che, tanto per capirci, non ci schiatti malamente nei primi tre, quattro giorni di permanenza. Se ci dura fino all'inverno, e magari sopravvive al primo letargo, ne sarei già felice.

Spero anche che la sua "lentezzza" contagi un poco il Papo, ma è una vaga speranza, è assai più probabile che avvenga il contrario. In tal caso avrete presto notizie di una Testuggine che viaggia ai 160 in tangenziale.

Passiamo ai tecnicismi?
E passiamoci!

Come l'abbiamo fatto sto terrario?
In sostanza s'è trattato di prendere una cassapanca di modeste dimensioni ed immane peso e di montarla facendole un fondo di corteccia / terriccio.
C'abbiamo anche messo un paio di vasi di terracotta nei quali abbiamo seminato della verdura fresca ed una piscinotta per permettere al cuscioso amico di abbeverarsi e di fare il bagnetto.
Senza scordare il riparo per le giornate più calde ovviamente, anche se quello è da rifare perché come l'abbiamo fatto non va bene, troppo arioso, troppo alto. alla fin fine bastano due mattoni con un'asse sopra.
In sostanza, mi mancano "solo" i mattoni e poi ho finito.
E qualche roccia/sasso in più. Siamo scarsi di rocce e sassi mannaggia.

Zombie apocalypse - 5 metodi per unirsi alla festa

L'avete notato anche voi?
Se non parli di Zombie o non ce ne infili almeno un paio qui e la non sei per niente "sul pezzo".

E chi sono io per tirarmi indietro?
Tra l'altro proprio gli acefati esseri ritornati dalla tomba sono al centro di uno mio progetto letterario quindi....

Voglio provare ad esprimere un concetto un poco fuori dal seminato.
Ma è davvero così male essere uno zombie?
Nessun problema economico.
Da mangiare ne trovi sempre.
Trombare non se ne parla, ma non è più un problema. La pace dei sensi serve proprio a quello no?!

Ed allora ecco a voi!
5 modi per per partecipare all'apocalisse zombesca e (non) vivere felici.

1 - Fatti mordere
Mano sulla maniglia della porta, occhi chiusi, un bel respiro e via... esci nel mondo infestato ed unisciti alla festa! Potrebbe essere doloroso, ma non farà male per sempre... si spera.

2 - Contagiati da solo!
E se fosse un virus?! C'è sempre la possibilità che sia un virus.. La Umbrella corporation potrebbe esistere sul serio... E allora auto contagiatevi!
Un punturina e via! Passa tutto!

3 - Corri fino allo sfinimento (ma poi arrenditi)
Si sa, gli zombie sono lenti e poco reattivi, ma hanno la resistenza di un carro armato e la caparbietà di un mammuthones sardo. Correte fino allo sfinimento, tanto vi prenderanno prima o poi.
Anzi! E' assai probabile che vi attendano al traguardo!

4 - Come cowboy assediati in un forte
Lo vostre munizioni sono limitate, come i vostri viveri. meglio arrendersi in fretta, per mantenere un minimo di decoro.

5 - Il centro commerciale
Vanno un sacco di moda... Assiepatevici dentro insieme a qualche altro capro espiatorio, e quando, voi e la bionda/figa/disponibile bonacciona di turno sarete gli ultimi sopravvissuti, dopo esservela ovviamente fatta, buttatela dal tetto, datela in pasto alla moltitudine affamata e poi buttatevici sopra.
Atterrerete sul morbido delle sue protesi siliconate evitando così di essere, per l'eternità, uno zombie di quelli veramente brutti da vedere.

domenica 18 marzo 2012

Obbligo di scrittura - La completezza del Nerd

Ho appena scritto e pubblicato un post di cui non sono orgoglioso.
Non è particolarmente ben scritto, ne divertente e non c'è nessuno spunto per un qualsiasi tipo di riflessione.
Perché l'ho fatto?
Perché non ho pubblicato una qualsiasi delle numerose argomentazioni (decisamente più "performanti") che avevo già scritto?

Credo sia stato un attacco di "devo scrivere qualcosa e non mi viene in mente niente".
O forse era una crisi di "Hai qualche minuto! Scrivi!"
Che sia servito a poco (a parte farmi da spunto per questo) lo ammetto tranquillamente.
Ma perché?!
Perché l'ho fatto?!
Non era necessario.
Non diceva nulla.
E' stato inutile.
Ora c'è e ci resta, ma potevo fare la stessa cosa postando 10 parole su Facebook ai diretti interessati.

Non per altro l'ho messo nella categoria "Dipendenza da blog".
L'ho scritto tanto per scrivere, ed ora, chiestomi il perché ed ipotizzato un percome, mi sento di poter confessare il "come mai".
Semplicemente ho cercato di descrivere come mooolto divertente una serata che forse, in effetti, tanto divertente non è stata.
Non ne abbiano a male i partecipanti, in effetti è stata una bella serata, ma è mancato qualcosa, e lo sanno anche loro.
Siamo partiti con una missione ed abbiamo fallito miseramente dopo appena pochi minuti ed una manciata di chilometri.
Abbiamo mascherato (brillantemente anche, ci siamo, mi sono, divertito parecchio) un senso di sconforto e delusione che io però ho sentito riaffiorare e non sono riuscito ad esprimere.

Se fra tutti e tre avessimo fatto un Nerd come si deve allora sì che avremmo avuto prima le informazioni per riuscire nel nostro impegno.

Cronaca di una serata Nerd e di un mancato sciacallaggio

Be, che dire.
E' stata una bella serata, anche se, tecnicamente parlando,  la somma delle conoscenze dei tre gaglioffi (incluso il vostro fedele scribacchino) non credo bastasse a fare un Nerd "completo".
Sì perché il Nerd "completo" ne avrebbe saputa di certo una o due in più.

La nostra serata, partita con velleità di sciacallaggio, s'è però arenata 8 minuti e 7 chilometri di strada dal punto di partenza grazie anche a Luca dell'892424 che per la modica cifra di euri 5 circa ci ha fatto capire che mai saremmo riusciti a trovare un Blockbuster da sciacallare aperto fino a dopo cena.
Ma non erano aperti fino a tardi nei week end?
Sì perché noi avevamo intenzioni sanguinarie.
Il miraggio di sconti mirabilanti su giochi ed altro c'aveva accecato... Avevamo perso la nostra proverbiale lucidità.
Probabile che un Nerd vero l'avrebbe saputo di suo.
Poi, dopo la cena a base di schifezze carnivore, anelli di cipolla e patatine fritte, ci siamo convinti l'un l'altro ed andare a vedere John Carter.
Filmaccio per ragazzini della Disney che, però, non ci è spiaciuto affatto.
Certo, spendere 34 virgola 5 euri in tre per vedere questo genere di film è stato straniante.
Sopratutto il qui presente s'è reso conto di quanto "costa", al giorno d'oggi, mettere il naso fuori di casa.

L'orsite sta migliorando?

O è solo l'effetto disgelo?

"E' primavera! Svegliatevi bambine""

Cronache dell'abituato troppo bene

Necessito, in tutti i possibili ambiti della mia vita, di conoscere "come" sto andando.
Chiamiamola pure "ansia da prestazione" perché è proprio quella che è.
Ho piacere che mi si dica che vado bene, e tratto stima dei miei pezzi.
Ho parimenti piacere se mi si dice che ho fatto una cagata.
Lo vedo come un modo di "conoscermi", un modo per migliorarmi, un modo per evitare, se possibile, di farne altre.
E questo è chiedere tanto, sopratutto in ambito lavorativo, sopratutto se ho fatto bene,
I "capi" normalmente preferiscono dare per scontata questa ipotesi.
I "capi" solitamente entrano in azione quando hai fatto una cagata, mica quando hai fatto bene.
Fare bene è un obbligo o dovrebbe esserlo.
Fare "il meglio possibile" è la mia versione dei fatti.
L'impegno non è fondamentale per un lavoro fatto bene, ma è NECESSARIO in un lavoro fatto male.
Capiamoci.

Se avete fatto una razzata colossale, ma era il meglio che avreste potuto fare, in assoluto, allora nessuno mai dovrebbe farvi notare la mancanza.
O se lo fa che lo faccia con ironia e porgendo la mano per dare una mano.

Ironia sempre, aiuti necessari ben accetti, luci accese, anche di giorno. Casco allacciato. SEMPRE!

Deliri a parte... come fare a sfamare la mia "sete di giudizi" visto che normalmente, almeno a me capita così, nessuno mi dice nulla sia che vada bene sia che vada male?

Personalmente ho imparato a chiedere.

Ogni tanto mi presento dal capo e gli chiedo come va? O meglio, come vado?

Sì, avete capito bene.
Mi piace andare in cerca di guai!

venerdì 16 marzo 2012

Ansia da tartaruga - Tortoises for Dummies

Grande novità nel piccolo nucleo famigliare nel quale ricopro il ruolo di facchino cuoco tuttofare!
E' in arrivo un animale domestico!

Qualcosa che, si spera, riesca a trasmette calma e tranquillità.. sopratutto al più agitato dei tre, ovvero la piccola peste.

In realtà non è questo l'obiettivo, l'obiettivo è aver un animale in casa, uno qualsiasi, che non sia un bipede (che altrimenti siamo già in tre).
Personalmente credo che avere un animaletto di cui prendersi cura sia qualcosa di necessario per lo sviluppo di un nano bipede, e visto che non possiamo tenere cani o gatti (vietati dal contratto d'affitto), e non volendo prendere tipo un pappagallo... ma sopratutto perché CE LA REGALANO, prendiamo una tartaruga di terra.

Che tra l'altro "CI PIACE UN CASINO".
O almeno così era.

Ora il problema che si pone è uno solo.
Farla sopravvivere nella maniera migliore possibile per il tempo maggiore possibile.

Mai avuta una tartaruga io, non so proprio come gestirla.
Scatolone, ciotolina e foglie d'insalata?
Cosa mangia?
Cosa beve?
Beve?
Può stare in casa?
Letargo!
Quei cosi corazzati vanno in letargo!
Come si fa?!
A chi chiedo?
Dove la metto?
In salotto accanto alla TV va bene?

Ho troppe domande ed Internet mi da troppe risposte.

Credo che mi toccherà comprare un libro.
Magari in italiano.
Questo potrei addirittura capirlo.

Stay tuned per ulteriori sviluppi

Ode al venerdì

Al solito wiki la sa lunga e ci offre sempre qualche spunto di riflessione.

"Venerdì è il giorno della settimana tra il giovedì e il sabato, dal latino Venĕris dies, giorno di Venere.
I termini inglese Friday e tedesco Freitag si riferiscono al suo essere, un tempo, giorno sacro alla dea Freyja, divinità più o meno equivalente alla latina Venere."

Quindi il "Veneris dies" offre a noi poveri, sfruttati, cassaintegrati (per poco), precari lavoratori o anche no due interessanti opportunità.
La prima è poter dire "Fanculo tutto e tutti oggi è venerdì, la prendo con comodo e stasera mi spacco"
La seconda è poter affermare che, fin dai tempi remoti di Venere o Freyja, tale giorno era dedicato alle celebrazioni relative quindi, compagne/i, fidanzate/i, mogli/mariti, amanti, trans sui viali ecc.. non avete scuse. Stasera tocca pagare pegno.

Della prima esiste una versione esistono versioni alternative che non puntano alla devastazione alcolica, della seconda invece non ne esistano che escludano a prescindere pratiche auto erotiche.
Ma quindi, mi direte voi, il tutto si riduce ad uno squallido Birra/Pompino?
Per i più fortunati fra di noi probabilmente sì, ma non definirei questa situazione squallida o in qualche modo "ridotta".
Capiamoci; dopo certe settimane, dopo 5 giorni 5 di lavoro ininterrotto durante i quali tutto avete fatto tranne che vivere la vostra vita, un quadro dipinto con simili tinte non è nemmeno tanto malaccio!
Personalmente stasera credo che, se nessuno mi tira pacco, uscirò per cercare un posto dove praticare la pregiata arte dello sciacallaggio e bere una birra.

Buon week End a tutti!

P.S.
Solo ora mi sovviene che ci sono anime sfortunate fra di noi che, contro la loro volontà, si vedono costrette a subire l'onta del lavoro anche di sabato.
Amici, amiche. Sono davvero addolorato.
Questa sera (sempre se non mi paccano, succede da qualche venerdì in effetti, la statistica dovrebbe essere dalla mia parte, ma il destino è crudele, voi lo sapete di certo, lavorate pure di sabato!) ... emm, mi sono perso.
Questa sera la prima birra che berrò (sempre se ecc ecc...), la berrò in vostro nome. Con un brindisi lanciato al cielo.
Ai lavoratori del sabato!
Mi aspetto una sonora pernacchia di risposta.

giovedì 15 marzo 2012

Rivoglio la mia vita! - 7 scappatoie per sfuggire ai vostri rapitori

Siete (come me) intrappolati in una spirale lavorati il cui probabile finale è non sarà quasi certamente un bel finale?

Siete (come me) parecchio stressati e covate un'insofferenza sempre maggiore nei confronti del vostro lavoro, capo, cliente?

Avete (come me) l'impressione di aver perso una bella fetta della vostra libertà personale per un non meglio definibile stipendio forse non malaccio?


Ecco a voi 7 scappatoie per sfuggire a questi dannati succhiatempo o, meglio ancora, fuggire.

1 - Esco a comprare le sigarette
Scusate, ma chi l'ha detto che può servire solo per sfuggire ad un rapporto o ad una famiglia che, per un motivo o per l'altro, vi stanno stretti?
Flessibilità mentale suvvia!
E poi, è un classicone senza tempo che merita d'essere rivisitato.

2 - Vado in bagno
Per pudicizia probabilmente non vi cercheranno per almeno un'ora.
In quel lasso di tempo potrete far perdere le vostre tracce.
Occhio! Importante!
Tenete da conto che perderete tutti i "beni terreni" che dovrete forzatamente abbandonare sul campo!
Capiamoci,.
S'è mai visto qualcuno andare in bagno col PC?
Al lavoro ovviamente.

3 - Ci vediamo domani
Logicamente vi toccherà tenere duro per tutta la giornata ma, alla fine, raccolte le vostre cose, potrete andarvene abbastanza tranquilli.
Non correte, mantenete la calma, non dovete destare sospetti. Poi, nel cuore della notte, lasciate la vostra camera d'albergo e, semplicemente, scomparite.
"Chi l'ha visto" avrò un bel da fare...

4 - Ci vediamo lunedì
Implica che dobbiate resistere tutta la settimana.
Lo so, è dura. Lo so, non ce la fate più.
Lo so, è solo mercoledì! Potrebbe essere peggio, potrebbe essere lunedì.

5 - Il baretto sulla spiaggia
Altro classicone evergreen che merita d'essere rinverdito.
Se siete tipo avventurosi e socialmente abili potreste addirittura divertirvi.

6 - Il Franchising
Cercate idee? Eccovene alcune!
Che sia chiaro, vi toccherà lavorare lo stesso, ma se siete fortunati e volenterosi.. probabilmente fra un paio d'anni sarete di nuovo qui a leggere questa lista. Altrimenti prima.

7 - Amnesia selettiva
Vi presentate sul luogo e non ricordate più ne perché siete li ne come farlo, in caso si ostinino a pretendere che lo facciate.
Dovete saper fingere bene, mi raccomando, ma ne caso usciste vincitori da questa sfida come minimo sarete nominati all'oscar come migliore attore protagonista.


Se sta lista t'è piaciuta, be, ce ne sono altre...

BlockBuster Italia ci lascia le penne - Sciacallaggio o fiuto per gli affari? La parola allo sciacallo.


Mi rifaccio a questa niuz (lo so che si dovrebbe scrivere news.. sapientoni spaccaballe).

E dopo aver fatto tutte le dovute condoglianze ed espresso il necessario cordoglio alle "vittime" che resteranno senza lavoro (parliamo pure sempre di quasi 700 persone che andranno ad affollare i marciapiedi e le agenzie di lavoro interinali o iterinali? Non è mica chiaro...) si risveglia dentro di me lo sciacallo supremo e mi ritrovo a pensare:
"Apperò! 50% di sconto minimo.. su TUTTO.. inclusi videogames... non compro un gioco da una vita... anche DVD è un po che non ne prendo... "

Ed un sorriso spietato sboccia sulle mie labbra.
Vedete, per noi (parlo della bionda), il "giro da BlockBuster" è una cosa che abbiamo sempre fatto.
E non per noleggiare.
I nostri reparti preferiti sono sempre stati i DVD ex Noleggio piuttosto che quelli usati... 
Certo, io un occhio alla sezione giochi PS3 l'ho sempre l'ho sempre dato, a volte anche approfittando, ma  di norma si andava via con una bella borsata di DVD da guardarci sbracati sul divano mangiando schifezza e bevendo bibite gassate.
Ora fra di noi c'è un nano di 3 anni che non regge ad una visione di qualcosa che duri più di 12, 13 minuti quindi anche tutti i DVD che potrebbe vedere lui son li a prendere polvere... e noi, a smaltire un'oretta da BlockBuster ci impieghiamo oramai dei mesi... la regole è: "Li guardiamo assieme"

Poi capita che chi mette a nanna il bimbetto la sera normalmente s'addormenta e l'altro sta magari delle ora a guardare altro con uno dei DVD da "guardare assieme" in mano in attesa che l'altro si faccia vivo. Capite anche voi che ci vuole del tempo per smaltire l'acquisto di una ventina di film. Ci vuole moooolto tempo.

Ed ora vien fuori che SVENDONO TUTTO!
La tentazione è quella di mollare il lavoro e di fiondarmi nel punto più vicino a comprare la qualunque...

E sì, al contrario di quanto affermo del titolo non v'è dubbio alcuno. E' sciacallaggio pure e semplice.
D'altronde, capiamoci, mica è colpa mia se il noleggio dei DVD è in crisi totale, qualsiasi sia "la scala" di distribuzione presa in esame. Dal colosso al piccolo negozietto l'era del digital delivery (o meglio, della pirateria, delle chiavette USB e tutto l'ambaradan) ha decisamente lasciato il segno.
Io semmai sono uno dei pochi che possa vantare una collezione di DVD TUTTI ORIGINALI.. e parliamo di alcune centinai  di titoli (siamo sui 500, ma forse di più, quando fa questo moltiplicato per 5 più un paio di ripiani di una'altra libreria?).

Io ho fatto la mia parte, ora è anche giusto che raccolga i frutti...
Il fetente sciacallo che c'è in me cerca pure delle giustificazioni.

la cosa più triste in tutto ciò?
Che tutti (o quasi) i punti vendita saranno convertiti in parafarmacie / centri benessere....
Io stavo da Dio, steso sul mio divanone ad "L", bello rilassato, a guardarmi un bel film in DVD.

mercoledì 14 marzo 2012

Toglietemi tutto ma non la fame chimica

Mi rifaccio a questa notizia che ha dell'eclatante!
Ma la trovate anche qui e qui  e più genericamente qui.
In sostanza, per farla breve. Dai cannabinoidi si potrebbero ricavare farmaci utili a curare, fra altri disturbi, anche l'obesità.

Ok, di per se la notizia in questione non mi cambia assolutamente la vita, ma proprio per niente. Non la scosta di un misero millimetro da quella che era la sua attuale rotta.

Ma, al solito, il mondo mi dice pane ed io capisco focaccia. Lucciole per lanterne, cetacei per coprofagi, distinti saluti per disinibiti siluri, fate un po voi.
Ed in tutta questa fantasmagorica rivelazione scientifica dove me lo inserite il concetto basilare che ha segnato e tutt'ora largamente influenza la mia esistenza comunemente noto alle masse come "Fame Chimica"?

Lo conoscete tutti o devo fare lo spiegone? Per favore no dai, non fatemi fare lo spiegone che andiamo a tirare dentro cose come le cause della fame chimica che non ci sono, non sono legali e non fanno assolutamente per niente bene... anche se ora viene fuori che fanno bene per, fra le varie altre cose obesità, depressione (Davvero? Ma dico, scherzate!?) e svariati altri disturbi del vivere moderno.

La fame chimica, scientificamente parlando, quindi non è strettamente legata alla causa? E' un effetto collaterale di origine psichica? Sono convinto che dovrei averla quindi ce l'ho? Non so più come catalogare "il sintomo" e quando non so dove mettere una cosa poi finisce che me la ritrovo fra i piedi a darmi fastidio ed allora è una cosa che non posso proprio tollerare.

Per me era parte integrante del rito, conseguenza inevitabile, sintomo indice di ritorno alla vita. Ed ora loro me lo mettono via così, negandolo addirittura.
Dannati scienziati, mai che facciano chiarezza.

P.S.
E lo so che non ho capito niente, ma mi andava di scrivere ciò che ho scritto quindi va bene così.

martedì 13 marzo 2012

Stress sul lavoro - 10 approcci inutili per prenderlo a calci (e sfogare la rabbia)

Ultimamente mi trovo a lavorare in una situazione di stress decisamente fuori dalla norma per me.
Sarà che sono abituato "male", ma trovarmi gente che mi soffia sul collo e che scalpita (a torto fra l'altro) oltre a non aiutare il mio rendimento eleva il livello di sress percepito decisamente al di sopra di quello reale e lede alla mia salute.
In queste condizioni tento a somatizzare ed il mio corpo, per ripicca, mi ripaga facendomi stare piuttosto male. Stanchezza e malessere diffuso avranno presto la meglio su di me.
Come fare per evitare tutto questo senza mandare a quel paese il cliente o il rompiscatole di turno? (Che mi dicono dalla regia che non si può fare mai mai mai, e questo crea in me una certa dose di maligna rabbia mal repressa)

Non ci sono soluzioni, solo approcci differenti che cercherò di seguire in prima persona.
Ecco a voi quindi: 10 consigli per prendere a calci lo stress sul lavoro e sfogare la rabbia accumulata cercando di non mandare a quel paese le cause di stress.

1 - Approccio del filosofo
Nulla vi tange, nulla è davvero importante, nulla può toccarvi o smuovere le vostre certezze.
Cercate di averle solide però, altrimenti rischiate si sciolgano come neve al sole e si sa. Un filosofo senza certezze è come una montagna senza vocali. MNTGN... ma che significa!

2 - Approccio del fisico
Nulla si distrugge, tutto si trasforma o, in alternativa, prendete spunto dalla teoria degli infiniti universi paralleli e ricordate che in almeno uno di questi voi siete Batman.

3 - Approccio del super eroe
Del tipo proprio superman. Sareste invulnerabili ed amatissimi dal mondo intero. Non ve ne fregherebbe nulla di uno che vi stressa la vita per problemi di così poca importanza. A subire lo stress sarebbe dopotutto solo il vostro alter ego sfigato. Razzi suoi insomma!

4 - Approccio dell'anima dannata
Me lo merito è solo colpa mia!" e fustigatevi. Mi raccomando. Sanguinare copiosamente e piangere come ragazzine isteriche aiuta.

5 - Approccio del Serial killer timido
Pianificate meticolosamente. Osservate e studiate. Seguite ogni loro mossa. Fissateli con odio o finta devozione. Non cambierà nulla, ma prima o poi potrebbero accorgersi della vostra disastrosa situazione psicologica e decidere di fare a meno della vostra inquietante presenza.

6 - Approccio della fattucchiera
Detto anche approccio della macumba o del voodoo.
Personalmente non ci credo, ma pare che le danze parossistiche necessarie a tali riti siano dannatamente utili a sfogarsi dopo l'ennesima giornata di merda passata in ufficio.

7 - Approccio dell'antieroe
"Dannazione, ma tocca sempre a me?" oppure "Ma sempre io?" o altrimenti "MA dai! Davvero non può aiutarmi nessuno?".. lamentela dopo lamentela arriverà il giorno in cui avrete terminato il lavoro, e nessuno vi ringrazierà per averlo fatto.

8 - Il caro vecchio metodo Wafer
Questo è forse l'unica vera soluzione. Mandare tutti affanWafer.... rischio licenziamento molto alto. A mali estremi estremi rimedi no?!

9 - Approccio del Serial killer non timido
Detto anche "del raptus omicida". A meno che non siate un marine super addestrato difficilmente ne uscirete vivi, ma sicuramente vi sarete sfogati. Cercate di lesinare sulle vittime innocenti. Vi mettono in cattiva luce di fronte al giudice.

10 - Suicidio speranzoso
Con la speranza che la vostra dipartita leda il più possibile la causa diretta del vostro (oramai superato) stress da lavoro. Tenete però bene a mente questa antipatica, scomoda, profondamente esatta verità.
Tutti sono utili, nessuno è indispensabile.

Altre liste della spesa

Non c'è mica da scherzare (con la dogana Svizzera) - Il sesto senso del doganiere

Fermato 3 volte in due giorni.
Schedato 3 volte in due giorni.

E' venuto fuori che per lavorare in Svizzera serve (squillino le trombe, rullino i tamburi...) il permesso di lavoro!
Ma davvero?
Ora, io non sono un genio, mai detto di esserlo, ma questi qui dove sto lavorando potevano anche arrivarci a mio avviso...
A parte le polemiche che sono sterili e non portano da nessuna parte il problema è che se mi fermano ancora una volta qui io sono a rischio penale.
Ripeto, giusto per essere chiari. Penale!
Rischio il gabbio!

E' la prima volta nella mia lunga (ormai troppo) carriera di trasfertista che mi ritrovo in una situazione del genere... be, che dire.
Non è una bella sensazione.
In pratica sono come uno di quei mille clandestini che, in Italia, capita di incontrare per strada.
La differenza è che in Italia difficilmente qualcuno gli chiede qualcosa, qui porco giuda ogni due metri c'è un doganiere e sembra che lo sappiano che non sei a posto.
Davvero, credo che abbiano i super poteri, o che vengano addestrati olfattivamente a sentire puzza di clandestino, o magari col super udito riesco a sentire il teso restringimento dell'orbicolare dell'ano quando gli passi di fronte.

E poi sono armati come degli Swat in assetto da battaglia!
Non sono a mio agio con le armi da fuoco, ne coi manganelli (ho visto un tizio che appesi al cinturone, fra un mitra ed una semi automatica 9 millimteri, ne aveva 3!
No dico! 3 manganelli!
Che te ne fai di tre manganelli dico io!
Che fai nel tempo libero, il giocoliere?

Che poi sono gentili e cordiali, ma sono inflessibili, com'è giusto che sia,.
Ed ora io temo per la mia libertà.
Questa sera uscirò, vestito di nero e con la faccia dipinta di grasso scuro, attraverso i boschi impervi cercando di evitare le pattuglie armate ed i posti di blocco coi cani...
Attraverserò il confine per l'ennesima volta (dormo in Italia, costa meno e poi dormo qui). Spero solo di non ritrovarmi di fronte (di nuovo) il solito , zelante, precisissimo doganiere che, manganello alla mano, mi chiede "lavoro o turismo"?
Potrei sbroccare.

P.S.
Da lunedì prossimo dovrei essere legalizzato, il problema però è che, attualmente, non lo sono per niente.
Che situazione di melma!

lunedì 12 marzo 2012

Psicanalisi fai da te...

E torno a parlare del fatto che, in fin dei conti, siamo qui per uno scopo superiore. Un fine caritatevole e totalmente disinteressato.
Mantenere il mio equilibrio mentale.

E che altro.
<Be a parte, ovviamene, il cercare di diventare ricco e famoso facendo quello che mi piace fare... ovvero scrivere.
Faccio qui quello che farei, se potessi permettermelo mantenendo le mie magre finanze e la mia poca autostima, sdraiato sul lettino di un qualsiasi psicanalista.
Parlo beatamente dei razzi miei, s'era capito suvvia.
Magari maschero un attimino gli eventi, parlo del cugino dell'amico per intenderci, ma chi voglio prendere in giro.
Parlo di quello che vorrei, di quello che mi piace, pubblico i miei racconti e do aria alle mie povere aspirazioni di scribacchino da strapazzo.

Il rischio è che non avendo un interlocutore che mi dica se ho ragione o mi taccia di profonda ed irrecuperabile demenza totale, io vada per la tangente perso nel mare dei miei pensieri. Non ho un "controllore". Giustamente, non è giusto che ci sia.

Lo so, voi tutti fate il tifo per quella parte del mio cervello che tende ad andare alla deriva e si incasina persa in concetti astrusi e periodi lunghissimi senza senso difficilissimi da chiudere, quella parte dove la creatività non ha limiti e l'immaginazione può farla da padrone.

Anche io in effetti faccio il tifo per lei, ma il mio timore è quello di perdermici inesorabilmente, senza via di scampo alcuna, e di non essere poi più in grado di trovare la via di casa.
Che sarebbe peggio che perdersi in una città straniera e sconosciuta. li almeno ci sarebbe qualche autoctono a cui riferirsi per avere, o almeno provarci, un poco d'aiuto. Una direzione. Un'indicazione.

Quando sei solo col (nel) tuo cervello la storia si complica.
A chi chiedi? Alle tue fantasie?
A chi ti appoggi? Ai tuoi sogni?

Che se poi torni, poi, quanto è brutta noiosa monotona e deludente la vita di tutti i giorni.
Che se poi torni, poi, quanto vorresti ripartire per la tangente e riperderti nei tuoi pensieri?
Peggio del "mal d'Africa". Peggio della nostalgia canaglia.

E' inutile, l'immaginario batterà sempre la realtà tangibile.
Quando ci lascia sbigottiti (la realtà, NDR) è solo perché somiglia a qualcosa che avevamo già immaginato.
Ma anche no.

In pratica, la realtà non è mai originale.

sabato 10 marzo 2012

Invecchiamento tecnologico - 10 indizi che la tecnologia si sta definitivamente allontanando da voi

Inizia a capitare. Una volta non era così, ora è successo. una sola volta non fa statistica mi direte voi, ma è successo!
Non era mai successo!

Oddio che vergogna!
Ma proprio a me doveva capitare?

No, fermi tutti. Non stiamo parlando di una defaiance in ambito sessuale no, quelle non si contano più.
Parliamo di una cosa ben più grave!

Ci sono cose tecnologiche che non solo non mi interessano! Non le capisco!
E non è che non mi interessano perché non le capisco. Non mi interessano perché le trovo, Dio mi aiuti, INUTILI!
Un caso eclatante è stato il BlackBerry aziendale, ma ora che ci penso, be, diversi segnali ci sono già stati.

Ecco a voi l'elenco degli indizi che il mondo della tecnologia si sta inesorabilmente allontanando da voi.

1 - Cellulare o macchina fotografica?
Quelli avanti, quelli che ci stanno dentro questa domanda non se la pongono mica. Loro c'hanno gli SmartPhone (asciugacapelli al cioccolato?) che fanno pure le foto.. tu no. Tu manco ti ricordi se il tuo cellulare le fa le foto. E se anche le facesse, non saresti in grado di tirarle fuori, a malapena sei conscio che esiste questa possibilità, ma senza una macchina fotografica vera tu le foto non le fai. E pensi ancora con un certo ai rullini dei bei vecchi tempi.

2 - Il termine "touch"
Se sei anglofono ti comunica qualcosa di vagamente sessuale, probabilmente auto erotico, ed andrai a parare sul successone anni 90 dei dei Divinyls che s'intitola proprio "I Touch Myself"

3 - Memoria per gli acronimi
L'ultimo che avete imparato, a fatica, è VHS? DVD lo usate, ma sapete cosa significa? Blura Ray? CMOS? PCMCIA? DIMM TRIMM RIMM SSD?! Troppe, troppissime. Quasi tutte senza significato, almeno per voi. La cosa importante è che, anche se non le conoscente non cambia nulla... non a voi. Per ora.

4 - Panico da prestazione
Di fronte ad un nuovo accrocchio tecnologico o anche solo elettronico vi ritrovate inesorabilmente a subire un brivido. E' il brivido dell'incertezza che vi spinge a chiedervi: "Ce la farò a capire come funziona?"
La risposta la sapete già, ma non volete ammettere che è possibile. E se siete uomini purtroppo arriverà il momento in cui nemmeno leggere le istruzioni vi aiuterà.

5 - Non so come si fa, non lo faccio
Si chiama disinteresse selettivo passivo aggressivo.
Vedete una cosa che non capite, di cui non comprendete il significato o l'applicazione e vi ritrovate ad osservare con sguardo colmo d'odio appena sopito e quasi puro disprezzo tutti coloro che invece sì, ce la fanno, al contrario vostro.

6 - Qualcuno ne sa più di te
Riguardo ad un qualsiasi argomento tecnologico è assai probabile che qualcuno ne sappia più di voi, ma se parliamo di qualcosa che fino a poco tempo fa era il vostro pane quotidiano? VOI dovreste essere i depositari di tutto lo scibile sull'argomento! Ed invece arriva lui! L'ultimo arrivato, che vi dice cose vere (andrete a verificarne la veridicità) che voi non sapevate. E capiterà sempre più spesso.

7 - Tanta gente ne sa più di te
I dannati si moltiplicano, probabilmente qualche malcapitato ha dato lo da mangiare e poi li ha bagnati dopo la mezzanotte. Dannazione! E sanno! Conoscono! Dannati loro!

8 - Tutti ne sanno più di te
Rassegnatevi, mettetevi l'anima in pace, appendete al chiodo qualunque attrezzo eravate usi definire come il vostro preferito. Avete definitivamente perso il treno. Siete OUT! Pensione? Magari! Congedati con disonore!

9 - Il rifiuto "generazionale"
Quando, iniziando un esame di qualcosa elettronicamente avanzato, inizierete quasi tutte le frasi con "Ai miei tempi.." o "Stè cosa da giovani..." be, c'è poco da dire. Nel pronunciare queste frasi siete usi a dondolare mestamente la testa? E' categorico. Siete fuori. Espulsione diretta! A questo punto siete addirittura classificabili nella categoria dei VECCHI! Per voi solo bociofila e scopone al bar.

10 - Tuo figlio di 3 anni l'ha già imparato (e tu ovviamente no, ma fingi)
E' vero, 'sti nani hanno dell'incredibile, imparano ad un ritmo vertiginoso, ma uno suppone che imparino qualcosa che uno gli insegna.. Non che vadano in giro ad apprendere nozioni chissà da dove e poi che fanno? Te le sbattono in faccia! Piccoli arroganti! Aaaaaaaaaah! Ma quando si ritroveranno davanti ad una VHS e scopriranno di non essere in grado di capire cosa contenga quel rettangolo di plastica nera allora sì che tornerete ad essere utili! Giusto il tempo di capire che i videoregistratori sono fuori produzione da almeno 15 anni... come minimo.