giovedì 31 maggio 2012

Perché scrivo?

Perché bloggo?
Perché passo ore e ore della mia vita a cercare di trovare un modo per esternare i miei pensieri? O anche solo a cercare un argomento valido per trovare l'occasione per esternare i miei pensieri se è solo per questo.
Perché ho scritto centinaia (letteralmente) di post?


Forse è giunto il momento di spiegamelo.
non che lo sappia, assolutamente no. Non ho il finale, non ancora. Non ce l'ho mai il finale. Be, quasi mai.


E a volte non ci riesco neppure, ed allora parlo delle cazzate, ma ogni tanto, per puro caso suppongo, qualche pensiero un poco più serio si fa largo nei miasma delle facezie che affollano la mie mente... nello specifico più che un pensiero un dubbio... nemmeno troppo amletico.


Perché questo blog?
Perché qui?

Perché ora?
Perché?


Ma poi tutte queste domande.
Servono veramente?


Non potrebbe essere che lo faccio perché fa parte della mia natura?
Non potrebbe essere perché, nonostante tutto, scriver per me è diventata parte integrante del mio modo stesso di essere e di esistere?


Non potrebbe essere che scrivo quel che scrivo altrimenti corro il rischio di impazzire e di fare una strage?



mercoledì 30 maggio 2012

AAA Padrona Cercasi


Disquisizione nata su facebook che però necessita, a mio modesto avviso, di un approfondimento.. ma prima facciamo un bel sunto della situazione così ci seguite tutti belli comodi spaparanzati sui vostri divani.

Estratto da facebook:
PINCO PALLO
"Divina Mademoiselle, chi Le scrive è un aspirante slave di .......... città (vivo da solo), serio e realmente incline ad un rapporto di adorante sottomissione, disposto ad ubbidire ciecamente alla Padrona che vorrà farne il Suo servo devoto, un trastullo anti-stress, il Suo giocattolo personale sempre pronto, inoltre, se Lei Vorrà, a prendersi cura dei Suoi sacri piedi e calzature. 
Mio identikit: amante sin dall'infanzia delle estremità e delle calzature femminili, profondamente interessato all'arte, al cinema, alla letteratura, ai viaggi, e alla musica, con una predilezione per le sonorità dark wave e '80 in genere, sono un libero professionista nella vita di tutti i giorni, uno slave nel profondo del mio cuore. 
E' come se fosse iscritta nel mio DNA la ricerca di un'Eletta in senso direi quasi vagamente "nietzscheano": una Padrona, una Principessa lunatica ed esigente, capricciosa e intelligente, che pretenda di essere servita, adorata, viziata ed ubbidita, una Dea tentatrice intenzionata ad incantarmi per poi trascinarmi negli abissi più profondi della Sua anima... che adori usarmi, comandarmi ed umiliarmi... Potrei domandarLe cosa ne pensa?"

MADMOISELLE
"Grazie Pinco ma non sono interessata."

PINCO PALLO
"Capito... grazie lo stesso... per caso conosci qualche amica a cui piacerebbe avere un servo?"

A parte le ovvie e dovutamente pesanti prese per il culo per l'aspirante servo, la domanda ha poi seguito sviluppi decisamente più pratici.

Chi non vorrebbe un servo?
Chi non vorrebbe una persona al proprio completo e devoto servizio, il cui unico scopo è quello di servire e compiacere il proprio "padrone"?
Tutti lo vorremmo!
Uno che ci faccia le pulizie di casa, che ci prepari i pasti, che ci coccoli e che ci vizi e che non ci dica mai e poi mai di no. un individuo dalla personalità annientata e totalmente a noi sottomessa.
Capiamoci, per un servo full time (sesso ovviamente escluso) sono disposto io stesso a travestirmi da Eletta.


Perché sarebbe polivalente.
Perché sarebbe utile e confortevole.
Un utile anti stress.
Una necessità che tutti noi dovremmo, per la sanità mentale e fisica di tutti noi, una volta almeno nella vita, soddisfare.
E', a tutti gli effetti, una di quelle cose che uno dovrebbe provare prima o poi, nella vita.
Il totale asservimento, la totale adorazione, l'assoluto far nulla come diritto acquisito. Come stile di vita.
Perché due settimane di ferie l'anno non sono niente, perché coccolarsi da soli ogni tanto non basta più, e perché farsi coccolare da chi si ama non è più sufficiente.
Sarà per quello che ci vuole uno schiavo?


Al solito, io non sono qui a dare risposte, io sono qui a porre quesiti. Smuovere le menti e, se possibile, strappare un sorriso. Estorcere un'idea, va bene anche una polemica.
Ma non costringetemi ad usare la frusta che non sono capace.

Una brutta persona - I gusto son gusti?

La "discussione" è partita da qui, ovvero la profezia che annunciava il prossimo avvento della rivoluzione delle macchine che porterà sull'orlo dell'estinzione il genere umano e bla bla bla bla bla.
Ci siamo capito.
La Bionda cosa ha detto?
La Bionda (che presto tornerà ad esserlo sul serio, minaccia) ha detto che lei non lo sapeva mica cosa era Skynet e perché lui lei egli vive.


Io, sul serio e sul faceto, le ho spiegato, ho cercato di farla capire, e lei cosa mi dice? Mi dice che a lei "Terminator" non piace. 
Dice che è (parole sue) "Un film brutto".


Io le ho risposto (più sul faceto che sul serio) "Sei una brutta persona".
Al che lei (mai che possa avere io l'ultima parola) "Il fatto che non mi piaccia Terminator mi rende una brutta persona?".


Be, in effetti, forse no. Non categoricamente. Ha anche altri pregi, ed anche altri difetti, ma in sostanza, no.
Tranquilla Bionda, non sei una brutta persona. Non del tutto. C'è di peggio suvvia.


Ma il fatto è.


Un'altra persona, uno sconosciuto, che mi viene a dire "non mi piace Terminator" o "Matrix solo il primo che gli altri due non li ho capiti" o "Fight Club" o "Trainspotting" o "L'avvocato del Diavolo".... posso a prescindere catalogarla in automatico nella categoria "Brutte persone"?


E' giusto arrogarsi il diritto di "schedare" arbitrariamente una persona solo perché non "condivide" i nostri gusti cinematografici, o artistici, o di gusti del gelato?


Be, dipende da come vogliamo rapportarci con questa persona a mio avviso.
Dipende da "quanto conta", da "quanto ci teniamo" o "da quanto teniamo che essa tenga a noi"....


Se invece non ce ne frega nulla,be.


Allora possiamo farlo. Tanto, se il mondo ha un minimo di equilibrio, anche a lei non frega assolutamente nulla di cosa ne pensiamo noi, di come l'abbiamo schedata, o di come la consideriamo... se invece le importa. Peggio per lei.


Il mondo è una merda.


Noi lo sappiamo, che lo imparino anche loro.


P.S.
Non ero mica partito per la china della depressione e dello sconforto... 
Be, capita...

martedì 29 maggio 2012

Prima o poi toccherà a me

Pubblicare intendo...
Ora come ora non possa fare altro che far pubblicità ad un diretto concorrente (amico) che da domani inizierà la distribuzione della sua prossima fatica....


Fortissimamente invidioso gli faccio il più caloroso degli "in bocca al lupo".

Dark Shadows - Recensione

Tanto per cambiare proviamo a cimentarci con la recensione di un film che NON abbiamo visto almeno 30 volte e di cui NON possediamo il DVD.

Dark Shadows, ultima fatica fiabesca neo gotica del "prodigio" Tim Burton insieme al suo "favorito" Johnny Depp (che qui scende in campo anche in veste di produttore).
Perché tutte queste virgolette direte voi?

Perché il film, sinceramente, avrebbe potuto piacermi di più. Abbastanza divertente, sempre ironico, spesso scontato e dal ritmo decisamente altalenante.
La storia la sapete e se non la sapete non sarò certo io a spoilerarvela, non sia mai, ma se come me siete arrivati in sala sapendo poco o nulla (giusto un traile visto senza audio) avrete capito di cosa si tratta.
E', in sostanza, una presa del giro ironica dei cliché vampireschi letterari classici (niente vampirelli tamarri, brillanti e dall'identità sessuale confusa fortunatamente) e come tale è da apprezzare, quindi la storia è promossa? in effetti lo è. scontata, non potrebbe essere altrimenti, ma è promossa.
Allora perché sentite odore di polemica?
Non vi sbagliate.. la polemica c'è ed ora ve la beccate tutta.

Ecco i problemi. Il cast e l regista.
Robette da niente insomma.

Il Cast:
Il protagonista, il vampiro Johnny Depp, è sempre lui, ma non riesce a trasmettere la sua solita aura di "stranezza" al personaggio che, essendo già molto strano di sui, forse gli va un poco stretto al cavallo.
Inoltre, almeno io, l'ho trovato imbolsito e truccato molto male.
Helena Boham Carter, fa la parte di una psichiatra beone, è in guardabile. Io c'e l'ho in testa nel ruolo di Marla Singer (Fight Club) e giuro, non sono riuscito a farmela andar giù.
Johnny Lee Miller, fratello pusillanime ed inutile, invece mi viene consegnato su un vassoio d'argento direttamente niente popò di meno che da Trainspotting (eresia) non m'è piaciuto troppo.

Chi salvo?
Salvo Michelle Pfeifer (la sorella maggiore) che tutto sommato ha fatto il suo lavoro (meglio degli altri) e Eva Green (la strega malefica).

Glisso sui "giovani" che tutto sommato sono "inutili" e continuo con le magagne...

Il regista.
Tim Burton una volta sapeva creare sorprese dietro ogni scena, qui invece s'è perso cercando di ricostruire un tempo che non c'è più.
La ricostruzione storica è probabilmente ineccepibile, ma lui "non c'è" o, quantomeno, non c'è sempre.

Voto?
6 barrette di schifezze al  giusto caramello cioccolatoso perché, in effetti, è un film divertente che ti lascia un sorrisino in faccia, ma niente di più.

lunedì 28 maggio 2012

Un passo indietro, un passo avanti. Non sono uno scrittore

Me l'hanno fatto notare ed è vero.
L'han fatto gentilmente, senza arroganza e con ironia, ed è vero.
Io non sono uno scrittore, non lo sono ancora. Non posso fregiarmi di tale titolo.

Scrittore è colui che ha pubblicato, con successo, qualche libro.

Io non ho pubblicato nulla, ancora, e quindi non sono uno scrittore.

Sono un blogger, questo sì, sono uno scribacchino (per autodefinizione), al massimo mosso essere un participio, chessò giusto uno  "scrivente".


Uno scrittore in essere.

Lo sarò mai realmente?


Chi può dirlo, io non posso, io so solo che voglio esserlo, perché è il mio cazzo di sogno della mia cazzo di vita.


Scusate la scelta poco fine dei vocaboli, ma ci tenevo a farvi sapere che è, per me, una cosa importante e che ci sto lavorando sopra parecchio.

Una frase alla volta.


Una pagina alla volta.


Un capitolo alla volta.

venerdì 25 maggio 2012

Playstation 4 - Orbis - Caratteristiche, aspettative, news.

Partiamo da un presupposto che dovrebbe esserci in tutti quei blog filo tecnologici e che, hai noi, manca sempre.

Noi non sappiamo nulla di più di quanto chiunque di voi possa venire a conoscenza con un buon motore di ricerca un connessione internet e un po' di tempo a disposizione.

Però una qualche idea ce la siamo fatta, ed ecco cose ne è venuto fuori.

Cosa
Cosa sarà la prossima giocostazione nipponica?
O meglio, cosa farà?
Di sicuro riprodurre giochi e formati in super HD, pronta per la prossima generazione di "FullHD".
E, giusto per farvi capire, il numero dei pixel passa da poco più due milioni (1920X 1080 = 2073600) ad una cifra decisamente più esosa (7680 X 4320 = 33177600)
Facciamo i conti:
33177600 : 2073600 = 16
Facendo un rapido (e probabilmente arbitrario) calcolo si parla di una potenza di calcolo pura "minima" almeno 16 volte superiore a quella della PS3.
E dico, come minimo. Ricordate che c'è sempre da tenere testa alla console di Redmont (XBX720) ed al passare del tempo.
Volete una previsione?
Io dico 32. Per stare larghi, poi vediamo.

Lasciamo perdere le integrazioni con la console portatile (che potrebbe essere utilizzata come il controller della prossima console nintendo, tanto per capirci.
Non parliamo anche delle voci che "promettono" HUD da realtà virtuale o caschi 3D Degni Star Trek.
Diciamo che sul nostro misero 40 pollici Full-HD 100Hz dovrebbe comportarsi più che egregiamente.
In sostanza: se la vedo rallentare anche solo per una frazione di secondo mi inalbero.

Come
Come potrà fare tutto questo?
E qui parliamo di specifiche hardware.
La rete dice tutto ed il contrario di tutto.
Non ci si capisce davvero nulla, ma proviamo a fare delle ipotesi.
Le voci che parlano di hardware ADM (e quindi grafica ATI) sono insistenti.
Si parla anche di memoria condivisa fra CPU e GPU (Processore di calcolo e processore video), e qui conosco qualcuno (John Carmack - NDR) che di questo non potrà fare altro che gioire.
Ecco appunto, quante  CPU? Quanto Core? Dedicati a cosa?
Una volta capito che gli svariati miliardi spesi per il prodigiosi Cell cuore pulsante e dannatamente difficile da programmare della PS3, la sony ha in sostanza deciso di tirare fuori un PC da Gamer pompato, con OS dedicato e supporto della rete...

Costa poco, lo fai funzionare più o meno a zero sbattimento ed usi solo roba esistente sul mercato.

Ci sono voluti quasi vent'anni, ma sembra che l'abbiano capita.
Torniamo ai numeri: 32 volte più potente della Ps3.
Ricordate la potenza di calcolo stimata (ma mai realmente misurata) della Ps3?
Un tera-flop tondo tondo.
Diciamo che hanno esagerato? Diciamo che hanno pisciato lungo?
Dimezziamo, moltiplichiamo ed otteniamo... 16 tera-flop.
Come il super computer IBM dell'università del Kentucky....
Se ce l'hanno fatta i più grandi friggitori di pollo del mondo, la sony può mettere il tutto in uno scatolotto dal design interessante ed avveniristico e consegnarcelo comodamente in salotto?
Io dico di no, ma spero che ci provi.

Quanto
Si parla anche di Hard Disk interni enormi (1 tera?) ma di questo mi interessa poco.
Si parla, però, anche di mancanza di retro compatibilità coi giochi PS3, di lotta ai giochi usati e di possibili esclusivi digital delivery...
Aria fritta.
Nel momento in cui uscirà la PSNExt (tanto il nome non si sa, io decido il mio e va bene così) tutto quello che avrò io della PS3 verrà venduto per sovvenzionare l'esborso pecuniario necessario all'acquisto.
Ecco, di quanto si parla?
Se considerate che l'intento di Sony è quello di convincerci ad usare la PSVita come controller per la PS4...

PSVita = 250 Euri
Ps4 = 600?

Ma vuoi giocare sempre e solo da solo?
Un'altra PsVita ed hai fatto cifra tonda.
Più o meno.
Più o meno una vita a pagarla direi.
Perdonateci il gioco di parole (che fra l'altro è pure rubato di sana pianta a Erik Bauer, io non cadrei mai così in basso) ma le rate le pagheremo più o meno tutti se si dovesse realmente parlare di un esborso del genere.

Quando
Questa volta la Sony non può farsi fregare.
DEVE uscire prima.
La casa nipponica è in crisi.
Perdite a fiumi.
La PS2 non vende più (era anche ora) e la Ps3 è in perdita...

PsNExt.. Natale 2012 forse?

Forse in Giappone. Forse nel 2013.

Non posso dire un quando preciso, posso solo dire che devono farlo prima. Prima di microsoft con la sua Xbox 720 (che forse si chiamerà Otto.. nome da bassotto tedesco che non mi attira affatto).

Quando i figli sono in vacanza

Domani il nano parte.
S'è rimesso dall'influenza ,è dimagrito tantissimo, ma s'è rimesso.
Mangia (poco e controvoglia, ma è abbastanza normale), rompe le scatole ma, sopratutto, gioca, si muove e parla.
E ride.
A sto giro ci siamo proprio spaventati, ma ora sta meglio se non bene e non parliamone più.
E' passata e via. Profondo respiro di sollievo e parliamo della situazione che ci si para di fronte.

Di fronte ci si para la prospettiva di passare la settimana lavorativa a casa ed i week end al mare.
Ovvero, settimana allo sbando a far "vita sociale" e week end (dal venerdì sera) da bravi genitori responsabili e posati.
E tutti a dire: "Vi riposerete!"
Personalmente ho i miei dubbi a riguardo, pianifichiamo di già attività sportive... uscite infrasettimanali... cene sul divano mangiando schifezze...
L'anno passato siamo usciti da questo mese di "vacanze a singhiozzo" letteralmente sfiancati.
Dimagriti e più belli certamente, ma ridotti ai minimi termini riguardo ad energie residue... tanto che pure io, alla fin fine, passavo del tempo in spiaggia.. per riposarmi...

Ed io ODIO LE SPIAGGE!

giovedì 24 maggio 2012

Decisione presa - No Smoking

Avevo già deciso di farlo, ora ho deciso quando.
O meglio, mi son dato una scadenza.

Parliamo ovviamente di smettere di fumare.
Arriva l'estate ed io, preso dalle promesse che mi faccio (e che stranamente mantengo) me ne faccio un'altra.

Smettere di fumare entro e non oltre l'estate.
Parliamo del 20/21 giugno (wikipedia stranamente non è precisa al riguardo).
Ho quindi ancora circa un mesetto.

Un mese durante il quale:
Finire KIB (o provarci seriamente)
Avviare in maniera definitiva il nuovo regime alimentare (continuo a prendere caffè senza zucchero... incredibile)
Cercare di fare un po' di attività fisica di modo tale da farmi abbastanza schifo da obbligarmi a smettere di fumare....

Il tutto per?

Non per la prova costume.
Cazzo mene della prova costume a me!

Parliamo di salute.
Parliamo di futuro.
Parliamo di cose serie una volta tanto.

Ce la farò?
Forse, forse no... io ci provo.
Provarci non costa nulla... ANZI!


L'esperimento definitivo parte nel week end....

Convalido l'iscrizione di questo blog al servizio Paperblog sotto lo pseudonimo cok7sette

Convalido l'iscrizione di questo blog al servizio Paperblog sotto lo pseudonimo cok7sette

In sostanza?
In sostanza vediamo di farci un po' di pubblicità...
D'ora in avanti gli articoli che si dimostreranno "degni" verranno riproposti anche sul sito paperblog.

Cosa cambierà?
Assolutamente nulla....
Io continuerò a scrivere dei fatti miei e di tutto il resto.. se loro riterranno degno qualche mio scritto.. che lo pubblichino pure...

E voi che speravate in un cambiamento in meglio... illusi.
Semmai possiamo solo peggiorare.

mercoledì 23 maggio 2012

Fare lo scrittore - Ho sbagliato tutto? (E' meglio leggere)

Stando al rapporto Istat denominato "Produzione e lettura di libri in Italia - 21_mag_2012" direi proprio di sì.

Se vi interessa dargli una sbirciata potete scaricarlo da qui.

Io per mancanza di tempo ho forzatamente ridotto il mio "studio" al minimo indispensabile (ho guardato le figure e letto le didascalie.. poi mi lamento che la gente non legge) però quel poco che ho capito m'ha fatto rabbrividire.
Letteralmente.

Rabbrividisco al pensiero che, ad oggi, ci siano persone che non hanno mai letto un libro nella loro vita.
Rabbrividisco al pensiero che, ad oggi, ci siano persone che non riescano a leggere un libro all'anno.
Rabbrividisco al pensiero che, ad oggi, ci siano case in cui non ci sia una libreria (ben fornita o meno).
Rabbrividisco al pensiero che, ad oggi, leggere sia un'opzione.

Da qualche parte ho letto che "leggere è come vivere molte vite, chi non legge ne vive una sola"... ed è un peccato...

Leggere è una delle attività più belle che possano esistere.
E' persino meglio che scrivere!
Quando scrivi c'hai mille sbattimenti. E devi fare in modo che la storia scorra, e devi cercare le parole che a volte non vengono, e devi ricordarti e caratterizzare in maniera convincente i personaggi, e devi fare in modo che la storia sia avvincente, interessante, paurosa, dinamica... insomma, c'è da farsi un discreto culo.

Mentre invece quando leggi ti fai trasportare. Il tuo unico compito è quello di metterti comodo e viaggiare con la fantasia.

Il potere della lettura è devastante.
La lettura apre la mente.
La lettura forma il carattere.
La lettura insegna molto.

Certo, dipende dal genere, la saggistica insegna di più, non c'è dubbio, ma anche da un romanzetto d'azione si può imparare molto.
Perché, anche se inventata,la storia in un libro narra vita e vicende di qualcuno, anche se inventato, e dalla vita non si può fare altro che imparare...

martedì 22 maggio 2012

ALARMA!

E dopo il week end più pulp a memoria d'uomo e le paranoie da casalingo (guo?) frustrato... ora tanto bene non sto.
Nausea, qualche capogiro, sensazione di costante "groppo in gola"...

E quindi, parliamo di quello che c'è da fare quando vi capita di stare di melma e siete costretti forzatamente a letto.

E no, non fatevi ingannare dall'immagine del post... quello è un tunnel divertenterrimo che ho appena deciso di voler scavare.
Ma guardate QUI per cortesia! Fanno ridere tantissimo solo me?

Ok, forse l'appassionarsi ai titoli di una fotonovela soft-porno spagnola anni '70 / '80 è ennesimo indizio di una mente stanca e non pienamente funzionante, ma tant'è....


Per quando sarà (probabilmente) ora di subire l'ira del rotavirus , be, la situazione sarà più o meno un disastro.
Non è che mi sto proprio remando contro perché voglio a tutti i costi star male, è che sono realista...
Ho visto come sono stati Nano & Bionda.
Ho fatto il possibile per evitare contatti troppo ravvicinati, ma voi non sapete come vomitano i bimbi di tre anni.
Loro vomitano.
Punto.
Dove stanno stanno.

E chi ha pulito?
E chi ha lavato?

E visto che ora come ora tanto bene non mi sento... non la vedo affatto rosa, e metto le mani avanti.
E faccio progetti.

Costretto a letto/divano per qualche giorno... come me la caverò? Cosa farò?

Sarò abbastanza lucido / in forze per scrivere?
E' la volta buona che finisco KIB in tal caso.. be, magari finire no, ma una bella botta posso dargliela.

Nel caso molto realistico che invece mi tocchi restare a letto tremante e spossato (Nano & Bionda erano messi così) che fare?
Tremare e spossare.. che altro... Tremare e spossare, spossare e tremare...


Pessimismo e fastidio...

lunedì 21 maggio 2012

Chiamatemi "Prof Trainspotting" - Analisi generazionale

Per spiegare questo post credo che vi toccherà sorbirvi un certo spiegone.
Prometto che farà il possibile per essere il più chiaro possibile... e di non tirarmela troppo.

In sostanza si tratta di un commento al post che recensisce il film intitolato Trainspotting.
Ultimamente ho notato un certo numero di visite su questo post, ed iniziavo a chiedermi come mai tutta questa gente, da un giorno all'altro, esprimesse tutto questo interesse nei confronti di una recensione di un film sì fantastico e drammatico, ma anche decisamente datato...
Immaginavo retrospettive a tema... tanto per capirci.. e invece.. 

Mi sbagliavo. Che strano, io non mi sbaglio mai...

Semplicemente, da qualche parte, in qualche università italiana, qualche "Prof" ha deciso che per sostenere un dato esame sia necessario recensire questo capolavoro assoluto.
Un inchino al Prof, ed una domanda agli studenti.
Davvero qualcuno di voi utilizzerà parte dei concetti da me esposti per superare questo esame?
No perché, se leggete il commento, sono stato definito nientemeno che ILLUMINANTE!
Cioè, son soddisfazioni! (e mi fa un sacco ridere)

Però mi chiedo.

Ma davvero la "cultura" italiana deve rifarsi ai concetti espressi da uno scribacchino da strapazzo per superare i propri esami?
Be, in effetti, anche se in poche parole, ho espresso dei concetti niente male.
A saper leggere fra le righe intendo.
Tanto per iniziare il fatto che il film cambi in maniera drastica a seconda dell'età a cui lo si visiona.
Ed è su questo che mi vien da ragionare.

A 16 anni Trainspotting è stata un'esperienza completamente differente da quella che ho io ora, che di anni ormai ne ho ormai 35, ogni volta che lo guardo.
Se uscendo dalla sala la prima volta ero gasato dalla musica e dalle scene comiche, ora quelle stesse scene mi lasciano l'amaro in bocca, perché ci sono anche le altre, quelle serie e drammatiche, quelle che lasciano "il messaggio".

Forse è proprio li la genialità di quel film.
Il fatto che il messaggio c'è, ma viene a galla con l'esperienza, si solidifica con le scelte.

Nella mia vita ho avuto la "possibilità" di provare certe cose... non l'ho fatto... pensavo a loro.
Pensavo a Renton, pensavo a SikcBoy, pensavo a Tommy... poi dicono che il cinema non è un'arte.

Desperate Househusbans

Mapporcogiuda!


E passi un week passato a fare pulizie ed accudire Bionde scagazzanti e Nani vomitosi e febbricitanti.
E passi che c'è da lavare vomito spalmato ovunque.
E passi che ci sono da fare mille e poi mille lavatrici (credo ai ver definitivamente compreso il funzionamento della lavatrice)
E passi stendere e mettere a posto tutto...


Ma deve pure piovere?!


Oltre tutto questo bisogna pure metterci l'esilio in salotto, il cucinare roba a  casaccio che poi tanto non viene mangiata da nessuno ed il mal di schiena causato dalla non proprio otopedicità del divano su cui passo le mie notti da "miracolato" ancora sano...


"Ancora sano" poi son parole grosse, pesanti.
Qui fra brividi di freddo e sensazione di schifo....


La vedo nera!

domenica 20 maggio 2012

Sideways (In viaggio con Jack) - Recensione

Mi ci sono imbattuto per caso questa notte, durante una sessione forzata di "zapping da divano" forzato... causa suddivisione casa in due zone distinte.
Malati e sani.


Stranamente sono nella zona sani e ne approfitto per guardare cinema "interessante"... vabbè, in realtà ieri sera c'è poco o nulla ma, dopo aver visto una razzata pazzesca diretta da Dan Akroyd (Nient'altro che guai - NDR) che nonostante tutto ho deciso di bollare come "mediamente divertente", nonostante fossi stanco a pezzi causa notte precedente decisamente complicata, ho deciso che m'avrebbe fatto bene qualcosa di più "decente"... e mi sono imbattuto in Sideways.


Premetto: questo è uno di quei film che ho nella mia collezione di DVD... non lo guardo spessissimo, ma Paul Giamatti mi piace tanto (come attore ovviamente, i calvi cicciottelli non sono il mio genere) e la storia la ricordavo carina, se non proprio bella...


E' una sorta di "road movie" ambientato fra le cantine ed i ristoranti californiane. Ai tempi venne pubblicizzato e lodato molto da tante delle associazioni "enologicamente acculturate" presenti nella mia zona.
IMDB ne bolla il genere come "Avventura/Commedia" ed una volta tanto c'azzecca abbastanza, ma così facendo tralascia completamente il lato "drammatico" della vicenda.


La storia narra le avventura di due amici che, per festeggiare il matrimonio di uno dei due, partono per una settimana di vacanza all'insegno del buon vino e del golf...  almeno queste sono le premesse. Peccato che il futuro sposo abbia in mente ben altri programmi.... e giustamente il tutto si incasina.


Il lato drammatico della vicenda è che si parla anche, e tanto, di un libro. Un libro a detta di tutti molto bello, ma che non verrà mai e poi mai pubblicato. La cosa (non per il libro bello, ma per il non pubblicato) mi ha un attimo stravolto i piani, ed il film che avrebbe dovuto "scaricarmi il cervello" per permettermi una serena notte di riposo ha invece scatenato tutta una serie di "riflessioni & paranoie" che m'hanno decisamente scocciato.


Essì, scocciato!
Perché mi son detto!
"Enrico, l'hai finito il tuo romanzo? Ancora no?! E allora smettila di farti queste pippe mentali inutili! ok?!"


Che potevo rispondermi, era un discorso sensato.
Ho smesso di pensare ed ho dormito.
Peccato fossero quasi le tre del mattino...


Tornando a parlare del film che dire.
La storia è interessante, il Jack del sottotitolo è un vero coglionazzo. La parte "avventura/commedia" del film è apportata quasi totalmente da questo personaggio. La parte "Pessimismo & fastidio" invece è tutta sulle spalle di quello interpretato dal gran Giamatti che ne esce con un'altra splendida prova da attore.


Voto: 7 confezioni di pop corno e 3 KitKat.

sabato 19 maggio 2012

La lunga notte

Copio il titolo da un altro blog a caso (ma mica tanto) ed approfitto dell'inaspettata pertinenza per parlare de...

Le fasi dell'influenza intestinale virulenta.



Siamo in piena fase epidemiologica.
L'influenza intestinale virulenta agisce per fasi.
Esposizione, incubazione, vomito, diarrea, vomito, diarrea, vomito, diarrea, vomito, vomito, diarrea, diarrea, diarrea, diarrea (che brutta parola, diarrea) diarrea, vomito, convulsioni,e poi, finalmente, guarigione o morte (ma a quel punto potrebbe non interessarvi già più quale delle due possa capitarvi).


La bionda è in fase diarrea da ieri pomeriggio, dopo un mattinata vomitevole.. Il nano è ancora in fase solo vomito, ma da stanotte alle 3:00  (ecco perché il titolo del post)


Io non sono in nessuna fase, o meglio, sono nella fase precedente, quella della speranza. Spero di non essermela presa... però sudo freddo e la pancia mi trasmette una sensazione come di... assorbimento.
O smetto di sperare o do la colpa al latte macchiato preso al bar cercando la farmacia di turno.


Ed ora, giusto perché questo post venga tacciato di "totale inutilità" qualche consiglio pratico.


Per gli schifosi infetti
Bacinella: sempre vicino a voi, deve diventare la vostra migliore amica.
Acqua: anche lei sempre vicino a voi. Bere molto, la disidratazione è dietro l'angolo.
Fermenti lattici: sono da prendere DOPO la fine dell'influenza, non curano i sintomi, anzi, semmai peggiorano la situazione (me l'ha detto pure il farmacista).




Per i sani e puri
Evitate contatti molesti, lavatevi spesso le mani e comunque, mai , mettetevi le mani in bocca o toccatevi gli occhi.


Cagozzo: se lo conosci lo eviti, se lo eviti, la prova costume resterà fallace.

KIB - Il passo successivo

Non che l'abbia finito, non ci siamo ancora, prometto che quando così sarà sarete i primi a saperlo, ma non riesco a non pensarci.
Ho deciso, lo finisco, quindi lo faccio, ma poi?
Oddio... POI?
O meglio... 


Non riesco a non pensare a quale sarà la mia reazione (emotiva) quando così sarà.


Immagino una cosa del tipo:
"Ok, l'ho finito, bravo. E adesso? Che faccio?" Seguito da un montaggio di scene di panico, paura, dolore, isteria, ecc ecc ecc... casuali e vagamente comiche.


Non riesco a non fare così.
Mi chiedo come reagirò quando già lo so come reagirò. Essendomelo chiesto già innumerevoli volte... certo che lo so già.


Perché? Perché se me lo chiedo in anticipo così arrivo al momento "preparato".


E lo so che, così facendo, mi rovino "l'attimo".


E lo so che se vivessi facendomi meno pippe mentali vivrei meglio, più rilassato e probabilmente di più, quantitativamente parlando ovviamente.


Purtroppo non funziono così, l'ho capito da tempo oramai.
Quando cappi mi dissi: "O cambi o ti accetti, decidi"


La decisione fu: 
"Non cambio, mi lamento e penso a come starei meglio se cambiassi"


Geniale nevvero?

venerdì 18 maggio 2012

Fatale fu la paella (alla valenciana)

In pausa pranzo abbiamo rischiato la tragedia.

Pappa buona, appetito in abbondanza (manca mai quello), un boccone masticati insufficientemente e... 
GLOM!

L'ingoio fallisce clamorosamente.

Respirare?
Sì, ci riesco, ma il boccone è fermo li, a metà strada.
lo sento, è fastidioso, fa pure un poco male.... ma non si muove.
Bevi un sorso d'acqua, per spingerlo su, e l'acqua torna su, tutta. Non passa niente.

Panico.
(E figura di merda)

Ti guardi attorno ed i collegi notano che sei in difficoltà (e come non potrebbero, hai l'acqua che ti esce dal naso).
Cerchi qualcuno che ti risolva il problema, ma anche parlare è difficoltoso...
E intanto ingoi a vuoto. Senti il boccone che non si muove, che sforza... lo sputeresti, ma non puoi.
Ha abbondantemente superato il punto di non ritorno.

Tentativo disperato.
Boccone di pane.. masticato bene... e poi ingoi.. e spinge... e finalmente si sblocca...

FIUUU!

Che panico!

Ora vado ad asciugarmi che mi son versato l'acqua addosso.. 
Minchia, poi mi lamento se il nano fa casino e sporca quando mangia.

Ora ho capito da chi ha preso.

giovedì 17 maggio 2012

Lutti (finti) e paghette (assurde) - Paolo Villaggio e le paghette della famiglia Bossi

Oggi le notizie di cui mi va di sparlare sono due.

La prima, la bufala della morte di Paolo Villaggio, la seconda, la rivelazione dell'importo netto mensile delle paghette dei "ragazzi" Bossi.

Che dire, nel caso in cui la prima notizia fosse stata vera e non invece uno scherzo di dubbio gusto (e non mi stupirei che a farlo sia stato proprio lui, Paolo Villaggio) ora sarei qui a dirmi : "Ma in effetti, a me, frega qualcosa?" e forse direi di no. Perché in effetti, io, noi, Paolo Villaggio non lo conosciamo mica.
Non è un parente o un amico di lunga data, non è qualcuno che ha accompagnato la mia vita essendoci di persona.
Non è nemmeno un parente di un amico di lunga data.
Non è nemmeno l'amico di lunga data di un parente acquisito di un conoscente.
Paolo Villaggio è (ancora per un po' si spera) un "personaggio".
Noi, io, conosciamo i suoi personaggi e sappiamo poco o nulla di lui, della sua vita.
E forse nemmeno ci interessa.

La seconda, i CINQUEMILA euro di paghetta mensili sborsavi ai propri ragazzi dal "senatur", sono invece uno spunto più interessante.
Certo, se tolgo il freno rischio di continuare solo ed esclusivamente a bestemmie ed improperi.

Ci sono solo due o tre cosette che posso dire al riguardo.
1 - Se se lo possono permettere che lo facciano.
2 - Se se lo possono permettere è solo colpa nostra.
3 - Se se lo possono permettere, ma erano soldi "rubati" allora si son fatti beccare ed allora ci sarà da ridere.

Perché siamo in Italia e lui, il Senatur, volente o nolente oramai è parte della "casta".
Un intoccabile forse. Perché qui, in Italia, le cose funzionano così e funzionano male.
Tocca a noi cambiarle.
Tocca a noi mandare via certa gente a calci nel didietro.

Son quasi sicuro di una cosa.
Paolo Villaggio (riposi in pace) lo farebbe.
Li manderebbe via a calci in culo.

Ma anche no.


mercoledì 16 maggio 2012

L'importanza del titolo (e del momento)

Settimana di illuminazioni clamorose relative al "funzionamento" del blog questa.


Dopo aver scoperto che posso rispondere ai commenti dei lettori scopro che c'è una relazione fra il titolo del post ed il "momento" in cui questo viene pubblicato.

Voi mi direte: "Maddai! Sul serio!?"

Sento il sarcasmo, lo sento, e me ne nutro avidamente, ma la questione qui è seria.


Questo è un consiglio di quelli importanti! E funziona!
A riprova pratica vi snocciolo qualche numero.

/Inizio zona noiosa del post/


Qualche giorno fa ho pubblicato un post che parlava della possibile uscita di un certo videogame, attualmente disponibile solo per PC, su console (PS3 o XBOX360).
Il post in questione non se l'è cagato nessuno (tecnicamente parlando) fino all'uscita del gioco stesso (avvenuta il 15/05)... da allora le visita a dato post si sono impennate in maniera vertiginosa, raggiungendo in pochissimo tempo il secondo posto nella classifica dei post più letti di sempre... triplicandomi da solo il traffico di visite giornaliero sul blog.


/Fine zona noiosa del post/

Conclusioni?
Il post vive di vita propria.
Se riuscite a scrivere qualcosa "pensando al futuro", magari dandogli un titolo evocativo (nel senso che sia facilmente identificabile da un motore di ricerca) verrete premiati.


O se scrivete qualcosa in relazione ad un avvenimento recente o in corso, fate in modo che il titolo sia pertinente e facile da trovare.

Sembra una cosa scontata e logica, ma io ci sono arrivato solo poco fa.

Ho mai detto di essere una persona intelligente io?
No, mai detto, quindi non stupitevi, non siate delusi.
Questo blog non è mica intitolato "Le rivelazioni del genio".

Sono giovane (manco più così tanto in effetti) e scribacchino.
Lavoro con quello che ho.
Solitamente fango.
No, non scriverò "Sangue e merda"... troppo pulp per essere solo martedì sera.


E invece è già mercoledì.
Che settimana fantastica!

Diablo III - Day one

Ovvero, come NON essere pronti al successo e ritrovarsi con le brache calate come dei dilettanti mentre si cerca, inutilmente, di approfittare sessualmente di una fotocopiatrice in ufficio.

Che oltre che essere dannatamente squallida, come immagine, è anche dannatamente imbarazzante. Per non parlare poi dell'immagine decisamente poco professionale che si da di se stessi.
Sempre che di mestiere non facciate manutenzione di fotocopiatrici e che per il vostro lavoro abbiate una vera e propria passione incontrollabile.
In tal caso, forse, avreste qualche scusante...
La Blizzard invece non ne ha nessuna... a mio avviso.

L'indignato che c'è in me ha preso spunto da questo articolo e si chiede, ancora e nuovamente, quanto (poco) siano professionali le software house del ventunesimo secolo.

E non parlo di quattro sfigati che si mettono insieme a fare un giochino amatoriale che poi, per caso, diventa un fenomeno ed uno, anche per mancanza di preparazione, di background e di esperienza si trova a cercare di approfittare di una fotocopiatrice che fugge urlante per i corridoi buoi di un ufficio...

Parlo della Blizzard Entertainment!

Non li conoscete... capisco, no problema. 


Dico solo questo, per darvi un'idea.


Se c'è un colosso, qualcuno preparato a "reggere" un peso di milioni di utenti online, qualcuno con l'esperienza ed il background per fare un bel lavoro e fare bella figura... questi sono loro.


O meglio, SAREBBERO DOVUTI essere loro.
Ed invece, decisamente, no.


Parliamo dei soliti bachi che non dovrebbero esserci, parliamo di infrastrutture decisamente mal dimensionate per reggere un certo carico, parliamo di decine di fotocopiatrici che subisco in silenzio atroci sevizie da tecnici impreparati... e che gridano nel buoi.


Parlo del fatto che, porco giuda!, hanno preordinato centinaia di migliaia di copie! prevedi di venderne altrettante! Dimensionati! Organizzati!

Ed invece no, loro (come tutti gli altri) se ne fregano.

A loro non interessa fare le cose ben fatte, a loro interessa solo vendere.


Tanto quelli che ci rimettono siamo noi.
Loro i soldi li prendono però.

Discriminazione cinematografica - Le mancanze degli altri

Ho scoperto, con orrore, che se non sei un appassionato di cinema certi film, ORRORE & RACCAPRICCIO, una persona può anche non averli visti...

Ed io che pensavo che, come requisito sufficiente ad ereditare l'obbligo morale di vederli bastasse il fondamentale requisito di possedere il senso della vista.

Per l'udito ci sono i sottotitoli.

E quando faranno il proiettore olografico 4D in braille... non ci saranno più scuse nemmeno per voi non vedenti sbruffoni!

Ad esempio, ho scoperto che un mio collega, persona che stimo profondamente E da lato umano E dal lato professionale.... persona che mi sta simpatica (ed è raro)... non ha visto "Blade Runner"!
Ed ha pure il coraggio di citartene delle frasi!

Sarei tentato di togliergli il saluto ma così facendo rischio di perdermi un buon 27% delle simpatie in una botta sola.
Devo soppesare le mie azioni... non agire d'impulso.
Ok, mi limito a bruciargli l'auto aziendale..

No, non ho detto la casa, ho detto l'auto aziendale...
L'ho detto che mi sarei limitato.

Resta il fatto però che c'è in effetti un sacco di gente che non ha visionato il minimo accettabile sindacale di cinema per.. per... per essere considerate persone.
Sembra magari un pochino troppo radicale, ma non puoi, non esiste proprio, che non ti piaccia il cinema.
Non puoi, non esiste proprio...
Non va affatto bene!

Io lo renderei obbligatorio per legge il cinema!
Anche i libri però!

martedì 15 maggio 2012

Non è un blog per ordinati

E' difficile essere ordinati.
Ci vuole un metodo.
Ci vogliono astuzia ed arguzia, certo, anche intelligenza e logica, ma sopratutto.
Ci vuole metodo.

Il problema?
Semplice, tenere il filo di un romanzo mentre lo si scrive.


Scrivendo come scrivo io il tutto si riduce, alla fine di ogni capito, di prendere due appunti sui personaggi e sugli avvenimenti che s'è appena terminato di scrivere.
E' il metodo della scaletta al contrario.
E forse ne abbiamo già parlato.
E, tanto per dirne una, è il "metodo" di SPG. ma anche di KIB a ben vedere, solo che nel primo gli appunti li sto prendendo, nel secondo ormai è decisamente tardi.

Anche qui (nel blog) ci vorrebbe del metodo.
Come faccio a capire se ho già parlato di qualcosa se i titoli dei post nove volte su dieci poi non sono comprensibili?

Anche qui, ma per voi questa volta, ci vuole metodo.
Questo non è un blog per persone "mentalmente ordinate".
Non può esserlo.


Se a scrivere sono io è logico che quelli che mi leggono (abitualmente ovviamente) non possono essere tanto a posto con la testa.
Per i saltuari magari c'è ancora speranza.

Ci vuole impegno da parte vostra per starmi dietro.
Ci vuole costanza.
Ci vuole tempo.
In sostanza il filo dovete tenerlo voi, io c'ho altro da fare.


Buon lavoro!

KIB vola - Il blog langue

Voi non ve ne sarete accorti, ma  qui siamo a corto di idee.
Concentrato sulla missione "Finire Kib, finirlo presto, finirlo bene" sono in fase di scarsezza creativa col blog...
Il serbatoio di idee residue si esaurisce ed io non riesco a trovare spunti.

Non che non riesca a scrivere, no, affatto.
Mi basta il minimo spunto e parto ai mille.

Sono gli spunti iniziali a scarseggiare clamorosamente.

Voglio titoli!

Amici!

Io direi che è giunto il momento di ritirare in ballo la fantastica iniziativa "Gli scrittori sono tutti puttane" di cui qui trovate tutti i folgoranti esempi.

Per chi non avesse voglia di leggere tutto faccio lo spiegone.
Voi mi date un "titolo" ed io "svolgo il tema".
Finora non ho saltato assolutamente mai nessun tema proposto (e se andate a leggere i titoli dei post nati da questa follia capirete quanto io sia fiero di me) e non ho intenzione di iniziare ora.
Voglio titoli!
Roba forte mi raccomando!
Al resto penso io!

P.S.
Visto che ho scoperto che si può fare e che funziona e che blaaaaa blaaa blaaa... ecc...
I titoli proposti nei commenti del post grazie.

Il ruolo del gioco nello sviluppo del bambino.

Del gioco di ruolo ovviamente.
Nello "sviluppo" del nano ovviamente.


Oddio "nano", è venuto fuori che siamo decisamente mooolto al di sopra della norma, ma ha preso tutto dal papi qui... archiviata la pratica arrotino.
E' alto un ombrello o poco più quello lì...


Ho capito una cosa, Nerdosamente parlando.
Ovviamente.
L'abilità avanzata "gioco di ruolo" è innata nell'essere umano.
Anzi, in certi individui, è predominante.
Sempre il nano ovviamente.


Tanto predominante che, per la maggior parte del tempo, io e la Bionda abbiamo perso la nostra identità.
E' tutto un "Io sono tizio tu sei Caio".... alla Bionda solitamente va peggio, lei è sempre Sempronio che, lo sanno tutto, è quello dei tre messo peggio.

Ogni ci proviamo a dirgli 
"Dai facciamo che io sono Papi, lei è Mami e tu sei Papo ok?"

Solitamente non funziona, giusto per la cronaca, ed io mi ritrovo a dover impersonare questo o quel personaggio dei suoi cartoni animati preferiti... delle robe inguardabili da bambini che proprio non riesco a reggerle... dico mi, ma dovrei dire ci.
In questa barca popolata da esploratrici zainomunite e salvatori di animali con sorelle quattordicenni che guidano gipponi da paura, siamo in due.

Il problema è che io i suddetti cartoni cerco di non guardarli e quindi, il più delle volte, mi ritrovo a dover improvvisare.
Chi lo sa come parla o cosa fa il "papà di Diego"?
Chi l'ha mai visto?!?

Una volta facevamo i Teletubbies.... è proprio vero, si stava meglio quando si stava peggio...
A fissarli inebetito e con la bava alla bocca ci restavo pure io... però almeno ero preparato.

In sostanza, per concludere.
Be, tutti noi siamo stati giocatori di ruolo.
Da piccoli tutti noi l'abbiamo fatto.
Il trucco sta nel non perderne la capacità o tentare di recuperarla. Andando magari contro tutto quello che nel frattempo siamo purtroppo,diventati.
O si resta bambino o lo si ridiventa, almeno per il tempo di una "seduta" di gioco.

Il divertimento è assicurato.


E poi si mangiano un sacco di schifezze!
E poi, prima di giudicare, bisogna provare!