martedì 31 dicembre 2013

2014 - Buoni propositi di uno scribacchino da quattro soldi

il 2013 è agli sgoccioli vero?
Giusto?

Non è che me ne sono perso un pezzo vero?
O sono in anticipo? O in ritardo?
Sono giusto vero?
Ok.
Appurato questo auguri, felice anno nuovo che la crisi non ci sbricioli tutti ecc ecc ecc...

Ho preso una decisione.
Il "manuale" si autocensura, o meglio.
Ho oscurato alcuni degli articoli pubblicati, in particolare i racconti.. perché?!
Perché, per fare in modo che siano "pubblicabili" da un editore è necessario che siano inediti, ci siamo capiti vero?
Non possono stare qui.

Questo 2014 per me è l'anno.
Un anno importante.
Facciamo sul serio.

P.S.
Buon anno a tutti!

martedì 24 dicembre 2013

XMAS 2013

Fallo ho detto!

No ti prego! Non farmelo fare!

Ho detto fallo! Ora!

No! non lo farò!

Che fai ora?! Tiri fuori l'orgoglio? Non ti sembra un pochino tardi? Sei ridicolo!

Ho detto di no!

Ed io dico che lo farai invece! Perché anche se fai tanto il figo non ce la fai proprio a startene fuori dal coro! Agogni la massa! sei un pecorone come tutti gli altri!

No, non è vero... non è vero... ti prego no. Non farmelo fare.

Sì che lo farai, sì, altrimenti ti farò ancora quella cosa...

Non ti prego! Non farlo ancora! Basta ti prego! Farò tutto quello che vuoi.. va bene... lo farò..

Ecco bravo, così mi piaci. Arrendevole e codardo, ecco che ti riconosco.

Ok allora, lo faccio va bene? Però poi mi lascerai in pace?

Certo, come tutti gli anni.

Allora vado.

Certo, vai. Fallo per bene mi raccomando.

Certo , come sempre.



Buon Natale.

sabato 21 dicembre 2013

Cristoteca?



Già solo a proporlo è una bestemmia...

Contenti loro.

mercoledì 18 dicembre 2013

Se figo vuoi apparire da ignorante devi agire

Spunto da facebook...A parte che non è poi così vero... dipende sempre dai campi desolati in cui la tua personalissima cultura spazia maestosa...

Ma il concetto su cui vorrei riflettere (e magari per sbaglio far riflettere pure voi, incluso l'infastidito) è differente.
Mi vorrei soffermare sul concetto di utilità espresso con i termini "non paga".

Se mi fermo a pensare attentamente al significato della frase il risultato è sconfortante.
In sostanza il succo è che non porta a risultati tangibili monetaria-mente.
Non apporta pecunia alla propria personale economia.Non genera introito.

La cultura non deve arricchirci il portafogli, deve arricchirci lo spirito, migliorarci, renderci consapevoli e migliori.
Non nel senso di competitivi sul mercato del lavoro, o più appetibili ad un ipotetico datore di lavoro, ne tanto meno papabili di un aumento di stipendio.
Quello lo si può (o lo si dovrebbe) ottenere con le competenze specifiche, o la padronanza di mezzi, o con determinati aspetti del proprio carattere.
Dalla cultura in senso assoluto, quella che deriva dal latino colere (coltivare) l'unica cosa che possiamo chiedere è la propria crescita personale, il proprio accrescimento sia mentale che spirituale, una soddisfazione derivante dalla conoscenza dei propri mezzi... e se la nostra cultura in determinati argomenti non ci da queste certezze vuol dire che è ora di spaziare, di ampliare i nostri orizzonti, di migliorarci ulteriormente.

martedì 17 dicembre 2013

Lo hobbit. La desolazione di Smaug - Non è una recensione


Per tutti quelli che come me che nel mondo de "Il signore degli anelli" ci si son persi e che, come me, non avrebbero voluto ritrovarsi il secondo capitolo é un gradito ritorno a casa.
Le musiche, i paesaggi, le dinamiche.
Tutto sa di casa, tutto sa di bello ed amato.

Lasciamo perdere le variazioni sul tema ed i personaggi inventati, abbandoniamo i preconcetti da "io ho letto il libro" e godiamoci il secondo, piacevolissimo, attesissimo capitolo della nuova saga in tre capitolo di Peter "sono grasso come un hobbit in pensione" Jackson e perdiamoci ancora una volta nel fantastico mondo della terra di mezzo.

Il film è bellissim, Smaug e tutto quello che viene fatto vedere "sotto la montagna" è semplicemente da smascellamento disarticolante, ed i personaggi sono ormai nel nostro cuore. Indelebili.

Resta la desolazione derivante dalla coscienza che tre film sono decisamente troppi, il che rovina un poco il tutto sotto l'alone delle necessità commerciali e di mercato.

Lungi da me criticare la scelta, per me di film ambientati nel mondo del professore potrebbero sfornarne due all'anno e li guarderei comunque tutti, e con piacere, sempre con la sensazione di tornare a casa.

lunedì 16 dicembre 2013

Sognare un sogno (che si avvera)

Forse non vi è mai capitato.
Anzi, sicuramente è così.
Se non avete velleità narrative o non siete master di giochi di ruolo in cerca di ispirazione per la prossima avventura non ci sarebbe motivo per cui debba accadervi una cosa tanto spiacevole.

Sognare la svolta, o meglio. Sognarne "il mezzo".
Sognare quella cosa che vi cambierebbe la vita, realizzando così il vostro più grande sogno.
Sognarlo nei minimi dettagli oltretutto.

E non conservarne alcuno ricordo coerente al risveglio.

Nel mio caso trattasi di sogno rivelatore di trama e personaggi di un romanzo spettacolarmente completo.
C'era dento tutto!
Trama geniale, personaggi coerenti e profondi, colpi di genio... pubblicazione garantita, diritti per il cinema, seguito richiesto da milioni di fan in tutto il mondo...

Per un aspirante scrittore, letteralmente, un sogno che diventa realtà.
Svegliarsi con la consapevolezza che era tutto li, nelle nebbie mattutine.
Comprendere che davvero sarebbe stato un sogno premonitore dei fatti che sarebbe a quel punto realmente accaduti.
Saperlo!
Crederci!
E non ricordare assolutamente nulla o quasi.

Ho passato la giornata assorto in pensieri assurdi, cercando di ricordare...

Niente, nulla...

Tornerà?!
Io ci spero. D'altronde è qui dentro! Da qualche parte!

domenica 15 dicembre 2013

Next console war


L'uscita delle console "next gen" ha visto un cambio di direzione nell'annosa battaglia definita "console war".
i tono si son fatti più pacati, gli avversari sembrano rispettarsi, la sensazione è che attendano l'esito del giudice ultimo, il mercato, ma tra i tecnofili la diatriba è sempre più accesa. Non è che non ci sia rispetto, ma le differenti scuole di pensiero si affrontano esattamente come nella "old gen" a suoni di "siamo meglio noi" o "siete peggio voi".
Micosotf, Sony, fatemi una cortesia.
Sguainate le armi.
Basta coi toni pacati!


Il mercato non deve essere l'ago della bilancia, il mercato deve essere la posta in palio!
Ed il mercato siamo noi!
Convinceteci! Fateci capire che combatterete fino all'ultimo comunicato stampa per accaparraci! Per farci innamorare! Perché fra poco arriveranno quelli di Steam!
E non sarete solo più in due!

venerdì 13 dicembre 2013

Il Nerd ed i suoi diritti - Orgoglio senza pregiudizio

Immagine in linea 1
Dedicato a tutti i fan di XBox di Microsoft... qualsiasi sia la versione che abbiate...
Però prima leggetevi questo spassoso "racconto" che arriva diretto da IGN.IT.


Ai tempi della mia tre volte defunta 360 anche io avrei dovuto e potuto fare così.
Farmi valere, essere orgoglioso della mia natura, del mio essere.
Il mio essere nerd.
Ok, ho abdicato da trono di re dei nerd giusto qui, ma forte della mia fede nuziale con incisione elfica credevo di potermi a diritto fregiare di tale titolo a buon diritto.
Pensavo di esserne degno.
Pensavo di aver finalmente definito almeno una delle mie multiple personalità.
E invece no, invece mi tocca ricominciare a pensare alla mia natura, al mio essere, a trovarmi un posto, una classificazione, in questo mondo.
Per il resto, il succo del "racconto" di IGN è il seguente.
Sii cosa vuoi essere, consapevole e fiero dei tuoi pensieri e dei tuoi sentimenti, fai valere i tuoi diritti, conosci i tuoi doveri e non comprare una console Microsoft.

Sarò di parte, ma sto giusto preparando la lista dei giochi + accessori da dare indietro al commerciante di videogiochi del quartiere per prendere una nuova Ps4.

La nuova Xbox non è mai stata presa in considerazione.

sabato 7 dicembre 2013

Nerd - requisiti base

Ma cosa deve fare uno per essere considerato un nerd?!
E per non esserlo...

No, non è una domanda campata in aria così tanto per avere una scusa, una argomento, su cui scrivere.
E' proprio una domanda che mi è stata posta... con tanto di "pretesa" di risposta. Abbastanza imperativa direi oltretutto, ma mettiamoci al lavoro.
Il quesito è stato posto più o meno in questi termini : "Cosa rende una portatrice sana di quarta di reggiseno, la collezione completa di Dylan Dog, una passione per le di Manolo Blanik ed i giochi di ruolo una nerd"?
O meglio, cosa non la rende tale?

In sostanza, evitando di essere sessisti iniziando a decretare che il nerd ha da "esser maschio ed abbia da puzzà".... cosa deve fare un povero Cristo per essere o non essere un vero Nerd?

Al solito partiamo da Wikipedia che dice molto al riguardo (scommetto che fino a qualche anno fa la voce in questione era molto meno dettagliata....) ma non fornisce delle linee guida.
Non c'è un qualcosa che riesca a definire un essere umano come univocamente nerd... certo, a meno che non lo sia fino al midollo chiaramente.
Nei casi dubbi ,al di la della volontà forse malsana di ottenere tale titolo per se stessi, è chiaro il perché uno voglia sapere se in effetti possa, a tutti gli effetti considerarsi un vero e proprio Nerd al 100% certificato "Nerd approved" da chi dico io.
Perché? Per sapere se poterlo nascondere o mostrare con orgoglio...
Per trovare forse un senso di appartenenza o di autodeterminazione.

Il problema sorge anche con le tendenze tecnofile dei geek del nuovo millennio (altro termine misterioso) che quasi aspirano a volersi evolvere al livello superiore ed ambito di Nerdus Superums Solutidinus... non sapendo a cosa vanno incontro ovviamente. Manco fossero dei Pokemon oltretutto.
La presenza di questa "branca" sociologica, l'attuale tendenza dettata da serie tv di ampio successo (vedi "The big bang theory" per esempio) e da figure di spicco (alcune delle quali fra le più ricche del pianeta) ha recentemente creato molta confusione, ed ora io sono qui per dire la parola definitiva al riguardo.

Piscio lunghetto vero?!
Vero, ma sappiate questo.
Quando invece di pareri ti vengono richieste risposte esaustive e definitive l'unica cosa che è giusto fare è mettersi d'impegno e dare quella che sarà, da ora e per sempre, la risposta definitiva al riguardo.

Almeno fino a ché non cambierò idea.
Ovviamente.
Manteniamo la flessibilità.
Le certezze assolute, definitive, granitiche ed insensate sono troppo da nerd suvvia!

Continuiamo...

Il nesso dei dati che snocciola la nostra cara Wiki è imperniato sul lato sociologico/sociale della questione riassumendola un poco nella seguente affermazione: "Se tendi ad essere un sociopatico asociale sfigato vai da uno psicologo, ma se sei un patito di tecnologia o hai conoscenze approfondite su argomenti decisamente di nicchia allora sei un nerd".

E se non si sbagliasse poi troppo?

Certo, poi parla di abbigliamento, di stereotipi, di tendenze.
Di figure che oramai sono nel mito assurte alla ribalda nel cinema già a metà negli anni '80 (col classicone pro tecno-sfigati dell'84 "La rivincita dei nerds") e tutte queste informazioni sono oramai entrate nel nostro bagaglio culturale comune.


Tra stereotipo e tendenza.

Oltretutto il nerd attualmente "detta moda".
Il che è quasi ridicolo. Il nerd è esistenzialmente contrario alle mode, le rifugge come un demone rifugga l'acqua santa.
La tendenza però è attualmente quella. Certamente passerà, come tutte le mode, ma al momento è così. E questo genera ulteriore confusione.

Non aiuta certo che l'occhiale con montatura plastica e spessa sia di moda, ne che alla ricerca "nerd chic" google risponda mi maniera a dir poco ROBOANTE!
Non ci credete? Provateci! (Per i più pigri ecco un apposito link).
Il nerd è diventato chic, a la cosa spaventa proprio quelli che per primi si sono sentiti affibbiare questo epiteto, ovvero quelli che l'hanno subito per anni. Parlo ovviamente i nerd quelli veri.
Quelli "originali" potremmo dire, quelli che non si sono mai sentiti cool, o di moda, o di tendenza, essendo semplicemente se stessi.

Tanto per fare un esempio pratico: ai nerd gli occhialoni con montatura di plastica spessa erano una necessità, non un vezzo estetico.

Per essere un nerd c'è anche quindi una componente "storica".
Essere nerd, nel 2013, potrebbe essere forse questo: l'aver subito l'onta di essere se stessi valutando la cosa un peso, una pecca.
Questo è senza altro un'altro dato di fatto quindi.
Sei stato mai vittima di un atto di bullismo a scuola? Probabilmente sei un nerd, ma non è detto.
Hai mai commesso atti di bullismo? Sei fuori, non puoi esserlo.

Il nerd vero, quello originale, quello "nerd approved" è, oltretutto, continuamente in conflitto con la propria natura.
Egli, essendo conscio della propria condizione e della propria natura, sa di essere, come minimo, "socialmente in difetto".
Lo dice sempre. Dovrei uscire di più, dovrei trovarmi una ragazza, dovrei mangiare più sano (magari fuori ed in compagnia, aggiungiamo noi).

Il nerd è sempre e comunque un'anima in pena, un disadattato sociale? 
O forse, alla fin fine, giunti infine al tredicesimo anno del ventunesimo secolo, la società è cambiata tanto radicalmente da accettare i comportamenti e le disfunzioni del nerd "modello base" tanto da farle diventare normali?
Oppure sono stati i nerd stessi a provocare questi cambiamenti?
I social network, gli smarphone, i blog, i giochi di ruolo online MMO. Son tutte cose che per "i giovani", accettano e gradiscono, e sono tutti modificatori del tasso di socializzazione medio.. sempre al ribasso ovviamente.

La domanda che pongo ora è la seguente: chi ha inventato queste cose secondo voi?
I nerd nati una o due decadi prima ovviamente, o forse tre. 
Sono quelli che decadi fa erano tacciati di asocialità acuta, di sfigaggine congenita brufolosa, di incompetenza sociale cronica.
Ora, quegli stessi nerd, sono a capo di industrie multimiliardarie e la loro immagine risulta percepibile come vincente.
Sono cambiati loro? Siamo cambiati noi?
O ci hanno fatto cambiare? A colpi di steve Jobs ed Apple. Di Bill Gates e di Facebbok...

Non lo so, e nemmeno mi interessa, io sono qui a rispondere ad un quesito ben preciso.
Ve lo ricordate? 
"Cosa rende una portatrice sana di quarta di reggiseno, la collezione completa di Dylan Dog, una passione per le di Manolo Blanik ed i giochi di ruolo una nerd"?
O meglio, cosa non la rende tale?"

In sostanza? Sinceramente?
No, cara lettrice, non credo tu possa considerarti una nerd al mille percento.
Ma non farne un fatto personale, non ce l'ho con te, non voglio negarti questo privilegio.
Vuoi però un consiglio sincero?
Vivi questa "bocciatura" come una liberazione, non come un rifiuto.

Essere un nerd è un lavoraccio.
E poi c'è il problema dell'estetica.

Un nerd, un vero nerd, non può essere un figo.
Men che meno figo figo figo in modo assurdo.
Tant'è che alla luce di questa considerazione mi vedo costretto ad abdicare dallo scranno di "re dei nerd" che tanto mi è costato fatica ottenere.

Rispondere alle domande altrui a volte può essere controproducente.

venerdì 6 dicembre 2013

Socialmente preso

Son preso.
Preso a scrivere, preso a "socializzare" (WOW 70 Follower su twitter e ben 90 mi piace sulla pagina di facebook! Stiamo decollando!), preso a lavorare, viaggio molto ultimamente, preso bene.
Sono allegro, stranamente.
Stanco, ma allegro.
E non trovo il tempo di scrivere qui.

Anche il progetto "raccolta" sta avanzando. Ora sono a 15 racconti "buoni"... ho anche deciso di degradare quello che era un romanzo al rango di romanzo breve... così rimpolpiamo il tutto, facciamo pagine...

Forse non è una buona idea, ma ero un poco ad un punto morto.
Potrebbe essere la soluzione via.

poi c'è il fattore natalizio.
Mi salva il fatto che stando molte ore in macchine la canzoni di natale di Radio Deejay mi salvano la vita sollevandomi il morale....

Concludo dicendo quello che dico a tutti i clienti ultimamente: 


Se non ci sentiamo più buon Natale e felice anno nuovo!

domenica 1 dicembre 2013

Morire...a volte me lo merito

Parlando di giochi di ruolo... parlando dell'attuale campagna in corso che mi vede nei panni di un "viscidone" voltagabbana pericoloso ed omicida...

Sono stato scoperto, imprigionato, processato ed infine, me misero me tapino me derelitto, giustiziato sommariamente.

Ho fatto il passo più lungo della zanna.

Ho peccato di follia applicata a casaccio.
Ho bellamente toppato (voce del verbo toppare: sbagliare) l'interpretazione.
L'errore, se così possiamo chiamarlo, è stato solamente mio. La punizione è stata oggettivamente giusta (anche se a mio avviso si poteva evitare la teatralità dell finto combattimento visto che ho dovuto affrontare la cosa alla gogna) ma soggettivamente non posso evitare di provare un certo dispiacere per la perdita di un personaggio al quale mi stavo affezionando.
Un pazzo psicopatico, dedito all'omicidio insensato ed alla tortura.
Un vero pericolo per gli altri, una mina vagante..

Ok, me lo sono meritato di morire.
Chiusa lì.

Ora la domanda è: Come sarà il prossimo personaggio?

giovedì 28 novembre 2013

Il dilemma del fumetto (e di Frankenstein)

Serata "nerd" a rivedere Frankestein Junior al cinema... non è andata proprio come mi aspettavo.
Volevo gente che urlasse le battute, volevo partecipazione, volevo festa, ed invece "semplicemente" tutti ridevamo mediamente 10 / 15 secondi prima delle battute...

Umorismo precotto via... per non parlare dela film anni '70 proiettato su mega schermo full HD super sticazzi che non era sfocato, di più....

A parte questo tutto bene, tutto bello, ma poi.. discussione di fumetti con essere di sesso femminile che si lamente del fatto che la sua completissima collezione di Dylan Dog non è originale al 100% perché i primi 40 numeri sono ristampe, non sono edizioni originali... 

A parte l'ovvia idea per un ipotetico regalo natalizio, la domanda , il quesito nasce dal fatto che questa "femmina" non è propriamente classificabile nella categoria dei nerd.... mentre il collezionismo ossessivo di fumetti è una attività prettamente tale....

E' quindi possibile che il fumetto sia oramai oltre il genere di nicchia al quale sono oramai abituato a considerarlo? E' una mass media? Una cosa accessibile a tutti? Una cosa socialmente accettabile?

E, se è così, è una variabile non da poco il genere stesso del fumetto?

Posso ricominciare a comprare i fumetti senza sentirmi per forza un emarginato sociale?

Ora non lo rifarei, i fumetti che leggevo ai miei tempi forse non ci sono più. Oltretutto tendo all'infogno traumatico quindi se ricomincio poi mi tocca spenderci un sacco di soldi, e non posso... ora non posso...

C'è la crisi!

mercoledì 27 novembre 2013

Persecuzione maniacale


No, tranquilli.
Non parlerò delle paranoie incostituzionali di un ultrasettantenne milionario che forse, finalmente, ci siamo tolti dalle scatole, prendo però spunto da una delle parole che gli si è sentito ripetere ossessivamente durante gli ultimi 20 anni.
Persecuzione.
No, non sono perseguitato da nessuno, in compenso perseguito.
Perseguito, torturo, rapisco, avvilisco, a volte uccido, altre volte invece semplicemente degrado.
Non me stesso ne altri, ma i miei personaggi, almeno ultimamente, tendono a fare una pessima fine.

A volte involontariamente, a volte sono vittime, altre volte sono carnefici.
Quasi mai sono belle persone, spesso i lati oscuri sono più numerosi ed assurdamente in chiaro (anche se sarebbe meglio dire "a fuoco") di quelli luminosi.

Non capisco.
Non me ne capacito.

Ok, scherzando, ma nemmeno poi troppo, mi piace definirmi "una brutta persona".
Certo, se uno andasse giudicato solo dai pensieri credo che di belle persone al mondo ce ne sarebbero davvero poche. Chi è senza peccato scagli la prima pietra diceva un altro perseguitato storico, se non mi sbaglio.

Io non sono ne ai livelli del perseguitato ultrasettantenne col trapianto tricologico ne l'altro celebre crocifisso, non lo sono nemmeno i miei personaggi forse, ma potrebbero diventarlo.

Proprio ora sto scrivendo un racconto "ispirato" ad un frase ascoltata stamattina alla radio.

Il protagonista non è una bella persona, e non sono nemmeno tanto convinto che sarà lui a raccontare la fine della sua storia e non un necrologio scritto in chissà quale lingua, ma promette bene...
Sicuramente mi sta più simpatico degli altri due.

martedì 26 novembre 2013

Lunedì istupidito (senza n)

Non sono di quelli che patisce terribilmente in lunedì in quanto tale, anzi!
Se il week end è di quelli giusti (questo non lo è stato) nel senso di riposante / rilassante / stimolante il lunedì mi vede normalmente carico e motivato.

Non tanto per la settimana lavorativa, è che semplicemente ho una riserva di energia da parte che mi consente di essere vagamente meno zombesco del solito... tutto li, niente troppo al di fuori della norma nazionale in fin dei conti.

Capita quindi che di lunedì io abbia, stranamente, dopo la lunga giornata lavorativa, qualche granello d'energia residua che mi consente di dedicarmi alla mia attività extra lavorativa preferita, ovvero scrivere.

Questo lunedì avevo l'inspirazione, avevo le idee, avevo lo stimolo (oramai è quasi un dogma per me) ed invece nada. Niente, nisba.

Non ho avuto le energie, ero distrutto dalla stanchezza, intorpidito dai farmaci ed istupidito dalle grida dei bambini.. in sostanza non potevo farcela...

E mi sono sentito il colpa... volevo ma non potevo, non riuscivo... e mi son chiesto.
se davvero potessi farlo per lavoro come funzionerebbe?
Come funzionerei come scrittore a tempo pieno?

A parte l'immenso gigantesco invalicabile "se" alla cima di tutto questo ragionamento, come mi organizzerei?

Mi imporrei delle sessioni obbligatorie di scrittura o continuerei a lavorare sull'ispirazione pura come faccio ora?

Domande inutili?
Forse, ma il sogno va curato, covato e, sopratutto,organizzato e pianificato.
Non vorremmo mai farci trovare impreparati suvvia!

P.S.
Istupidito si scrive senza "n"?
Ovvero "instupidito" è sbagliato?
Incredibile cosa ti insegna un correttore automatico!

domenica 24 novembre 2013

Da rottamare?

Festa di compleanno "nanica". decide di schegge impazzite vestite con maglie dei supereroi più assortiti, riscaldamento in panne, locale freddino e quando rientri in casa, metti a nanna la scheggia impazzita, ti butti sotto le coperte... inizia la sofferenza.

Colpa del freddo, e delle molteplici afflizioni cliniche che affliggono la mia spina dorsale certo, ma principalmente ho preso una botta di freddo... ed ho letteralmente emesso gemiti di dolore per alcune ore.

Poi ti impasticchi, capisci che probabilmente non stai per morire, che ci sei già passato, lo sai come funziona, sei un rottame, mettiti l'anima in pace.

Da buttare!
Da vendere a peso!
Inutilizzabile per scopi differenti dello starsene immobili a far ruggine...
Sopravvissuto alla nottataccia semi insonne, fai colazione con la sensazione di camminare sulle uova, incerto sui tuoi passi, tentennante, e decidi di andare al pronto soccorso.
Ci arrivi facilmente, è praticamente sotto casa, e infatti ci vai a piedi (camminare fa sempre bene, anche se potrebbe creare righe e sfregi sul materiale sano, per poco che ne resti) e ti ritrovi di fronte ad una file di quaranta persone.
Arrivi all'accettazione e ti senti (giustamente?) dire che sei "codice verde" che non c'è nessuna urgenza, che passeresti per ultimissimo (anche dopo chiunque quelli che sarebbero arrivati dopo), al massimo prova a ripassare nel pomeriggio...

E allora torni a casa, non puoi fare altro, ti impasticchi ancora un poco e speri di non stare peggio. Ti butti sul divano, speri nel senso di caritatevole compatimento di moglie e figlio, e svieni sul divano di fronte a programmi adatti a bimbi di 31 anni più giovani di te... e loro non sono dei rottami...

venerdì 22 novembre 2013

Le cose importanti...

Discorso importante,, me ne rendo conto, ma necessito di introdurre qualche concetto di "spessore"...

Quali sono le cose a cui davvero tengo?
Cos'è che mi fa andare avanti?
Cosa mi spinge verso la prossima meta?

Cosa oltre alle cose concrete della vita intendo.
Perché quelle ci sono, è innegabile, ma non bastano.. o meglio.
Non bastano a me.
La famiglia c'è, ed è al centro di ogni mio atto concreto... per loro darei la vita, ma poi?

Da eterno insoddisfatto semi nevrotico, insicuro ed incerto, con mille ferite che continuo a leccarmi anche se ormai rimarginate, ho sempre bisogno di qualcosa.
Un libro da finire di leggere, uno da finire di scrivere, un racconto, un film, una serie Tv (raramente), un programma televisivo (ancor più raramente), un gioco di ruolo (mio o altrui)... ho sempre BISOGNO.

Non per altro sono "L'uomo dai mille sogni".

Quindi, di cosa ho bisogno?

In sostanza del sogno, dell'idea.
La possibilità che un fatto possa avvenire o meno, seppur remota, mi intriga e mi sprona ad andare avanti.
Il cercare di fare in modo che questo avvenga è il motore di ogni mio atto meno "concreto".

Inseguo una necessità, col terrore magari di ritrovarmi a dover poi gestire il fallimento...

Quello è ciò che mi frena.
Il timore di fallire, il timore di non essere all'altezza.

Questo è quello che mi spinge a riscrivere la stessa frase anche dieci volte.. e nonostante tutto riesco ancora a "dimenticare" di correggere gli errori di battitura, ma questa è un'latra storia.

venerdì 15 novembre 2013

Soddisfa la furia omicida che è in te

Non nella vita reale, no.
Li non si può.

Parlo di uno degli amori della mia vita, di una della mie passioni, di una delle mie esigenze.
Parlo di gioco di ruolo.

Parlo di evadere totalmente da se stessi e di fa re cose che mai faremmo nella vita reale... tipo cannibalizzare bellamente un "amico fraterno compagno fedele ecc..."

Perché poi?

Solo perché se ne ha l'occasione e perché "il gioco" è così...

Be che dire... Son soddisfazioni....

La cosa migliore?

Lasciare il master a bocca aperta per lo stupore...

Proprio LUI che normalmente si aspetta e combina ben di peggio...

mercoledì 13 novembre 2013

Scrivo per un fine, non dico che sia alto...

... dico solo che può solo crescere!

Scrivo, sul blog, per farmi pubblicità?

Forse, ogni tanto lo penso. 

Il più delle volte scrivo per non perdere l'allenamento, perché scrivere è un rito, e a volte, se anche uno ha delle idee "narrative" che potrebbero sfociare in un racconto o in un capitolo di un romanzo lasciato a metà, a volte, molto semplicemente, la vita vera, quella che mi obbliga ad alzarmi alle 6 della mattina e fare qualche centinaia di chilometri per andare a lavorare chissà dove (non tutte le mattine, solo ogni tanto, ma ripigliarsi è sempre più difficile, sto invecchiando ecc...) è spesso stancante... ed uno scrive sul blog perché non ha le forze di scrivere da altre parti, ma vorrebbe essere profondo, interessante, vivace...

Ok, questa volta potevo anche non scrivere...

Non si può mica sempre essere come si vuole, a volte ci tocca semplicemente essere noi stessi... e troppo stanchi depressi e nervosi per non evitare di peggiorare e scadere nello scontato e nel ripetitivo...

Acidità nell'aria?

domenica 10 novembre 2013

La visione del RE

King dice così, o almeno l'ha sempre detto.
Dice che le sue storie, o molte di queste, arrivano da un posto.
Un dove ed un quando non propriamente allineati col dove e quando reali, ma che alla fin fine risultano essere (per lui) reali.
A volte pure troppo.

Parlo del ciclo della torre nera e di molti altri romanzi di questo autore che io adoro ed adorerò per sempre.

C'è un intreccio, una coerenza, un qualcosa di solido e realistico. Plausibilità, ecco cosa c'è.

E' questo che fa uno scrittore?

Inventa un mondo, lo visita nei propri sogni o con  la propria immaginazione, e poi torna con un episodio? Una storia?
Una saga decennale?

E' quello che credo di fare io?
Non sempre, ogni tanto, sopratutto quando sfioro certi generi. 
Forse, il problema è che non mi pare di attingere poi così tanto lontano da qui. 
Quando scrivo di violenze e di decadenza. Non ho la sensazione di inventare poi così tanto.
Quando immagino il peggio possibile, mi rendo conto che forse il mio mondo potrebbe ancora essere salvabile, perché nel mondo vero ho letto e visto di peggio.

Che ci sia speranza anche per i mondi inventati?
Finché ci sarà speranza per il mio mondo ci sarà anche per me?

giovedì 7 novembre 2013

Ricarica al 100%

Non ero a corto di idee. Oddio, non più del normale, il che vuol dire che, contati male, questa settimana mi son venuti in mente 4 o 5 possibili storie.
Le ho scritte?
No, ovviamente no, (per motivi che spiegherò fra un attimo) le lascio decantare ancora un poco, sopratutto una... le altre marciranno sul fondo... 

Tornando al concetto di base, la "ricarica" (e per spiegare come mai non ho scritto nessuna di quelle storie), la situazione è facilmente riassumibile in una sola parola: influenza.

Sono un uomo, e come tutti i maschi tendo alla tragedia.
Sono malato! Aiuto!
Muoio!

No, non esageriamo, ma starsene 4 giorni coricato sul divano febbricitante ed insonne è stato abbastanza pesante, oltre al fatto che mi sono "mangiato" un bel ponte.
No, non dormo nemmeno quando ho la febbre, sembra proprio che ogni scusa sia buona per coltivare le occhiaie. E dire che son già rigogliose.

La ricarica è stata esclusivamente a base di televisione... non ce la facevo a leggere, ed alla fine ho guardato una media di 4 film al giorno e, devo ammetterlo... ora quelle idee hanno nuova linfa, nuove idee... e mi sento incoraggiato.

Ho assistito ad idee d'ogni sorta ,mi sono imposto di saltare fra un genere ad un altro.
Commedie, horror, thriller, fantascienza, film per famiglie.
Ho guardato di tutto, come al solito, ed ora vi spiego perché mi sento incoraggiato.

Perché se di certe storie hanno addirittura fatto dei film, vuole dire che ho qualche speranza.

domenica 3 novembre 2013

Idea luminosa! No romanzo? Raccolta di racconti!

Immagine in linea 1Non mi sembra vero averci messo tutto questo tempo per arrivarci... questo decisamente rema contro la mia autostima.... ma se ci penso ora come ora mi pare logico!

Una raccolta di racconti!

Unico autore io.


Temi svariati (Horror, demenziali, thriller, ci metto dentro pure due o tre fiabe / racconti per bambini via).

Rilettura furibonda.
Correzione definitiva.
Ristesura veloce.
Impaginazione di classe.

Coperti fatta (spero che accetti) da un amico ritrattista....

E via si parte... 

Pubblicazione fai da te  o cerchiamo un editore?
Che fare?

Qualche idea?
Bho, si vedrà.

Questi sarebbero i "pro", ora parliamo dei "contro".

Il primo e unico (per ora) che mi viene in mente è che il formato "racconto" per quanto credo mi riesca pure abbastanza bene, non è il mio preferito come lettore... 
Troppo breve il racconto... ed essendo breve, da autore, tendo ai finali fetenti, di quelli che lasciano l'amaro in bocca e la curiosità sui se e sei mai... 
In sostanza gran parte dei miei racconti sono inizi di ipotetici romanzi... almeno secondo il mio punto di vista questo è chiaro... in sostanza però non vorrei esordire come "raccontista"... raccontiere.. raccontaio.. come uno che scrive racconti.
Vorrei trovare il tempo di finire uno po due romanzi, ecco cosa vorrei, ma visto che coi se e coi ma non si arriva da nessuna parte, e visto che i racconti bene o male son già scritti e finiti...

Vai di racconti.

Troppi pochi contro.

Stay tuned!

lunedì 28 ottobre 2013

Psyco-writer ULALA!

Riflettevo (ancora, ossessivamente.. lo so, sono noioso) sul perché.

Perché scrivo racconti, perché "bloggo", perché?

Ma sopratutto, perché me ne vergogno?

Be, forse non è "vergogna". E' più una forma di pudore, non è assolutamente vergogna.
Son fiero di quel che faccio?
Certo che sì?

Vedo il frutto del mio lavoro?

Assolutamente no, ma col passare del tempo, con gli anni, mi sto convincendo che scrivo più per me che per gli altri.

Prima o poi "ci proverò" seriamente.
Prima o poi finirò un o due degli N romanzi che sto scrivendo... oppure proporrò una raccolta dei miei racconti, ma per ora no. 

Per ora scrivo e basta.
Per ora soddisfo un bisogno.

Come per i serial killer, loro placano i loro biechi istinti commettendo orridi delitti.
Io scrivo.

Ora, non facciamo che analizziamo il contenuto di alcuni dei miei racconti e tentiamo il parallelo che poi davvero mi do dello psicotico malato da solo ok?!

Non è vero che sono pazzo va bene!?

Emm, scusate, ora vi lascio, ora devo scrivere....

sabato 26 ottobre 2013

Scrivere é la risposta.




Scrivendo, a volte, se si è fortunati, può capitare di riuscire ad intuire qualche domanda interessante.


Quindi, quando mi chiedo perché lo faccio in realtà lo so benissimo.

venerdì 25 ottobre 2013

La comprensione della sostituzione

Immagine in linea 1

Mi ci è voluto un attimo, devo ammetterlo, ma alla fine ci sono arrivato.

Sostituire ogni sigaretta non fumata con un caffè non è per niente una buona idea.
Non funziona.

E' profondamente errato.

Anzi, dirò di più.


E' una delle cose peggiori che possa capitare di fare.

Uno è già nervoso di suo perché non fuma più. se poi ci aggiunge una duplicazione sulla quantità media di caffè giornaliero... altro che batticuore  ed acidità di stomaco...

Però uno lo fa per compensare, cerca di recuperare un piacere da un altro, una pausa da un'altra, una sosta da un'altra... ed alla fine poi capita che di notte non dorme sei un pochino nervoso.

In effetti negli ultimi giorni ho dormito poco e male.... in sostanza mi tocca trovare una qualche sostituzione alla sostituzione.

Che non sia ingollare cibo a garganella magari...

Oddio... e se fosse uno sport?!

giovedì 24 ottobre 2013

Cambiare

Immagine in linea 1
(Scritto qualche giorno fa, ora va meglio)
Ennesima nottataccia, ennesima notte in bianco.

Colazione al bar, solite notizie dal mondo dei quotidiani.

Risali in macchina ed una canzone ti tira fuori dall'umore più nero degli ultimi 2 anni... ti ci tira fuori prendendoti per i capelli e (forse) ti salva la vita.

Personalmente mi capita spesso, sono Radiopatico.


Esiste? No, non esiste. 

Esiste radiopaco, ma non mi serve a niente , è un termine medico-radiologico, quindi conio qui ed ora RADIOPATICO come mero equivalente di meteoropatico ma non collegato alla meteorologia bensì al palinsesto ed alla programmazione di Radio Deejay. In esclusiva. Per me.

Per le persone normali vale anche nel caso in cui la radio sia un'altra.

Il fatto che io sia così e che mi capiti spesso non vi stupisca, non credo di essere l'unico.
Il fatto che la canzone in questione sia del "grande V" nazionale stupisce decisamente me.

Non sono mai stato un suo fan e tendo a non ascoltare le sue canzoni, a non dargli peso, non presto l'orecchio, non faccio attenzione, ma questa volta, complici le rime ed il ritmo orecchiabile, l'ho asoltata, e mi è venuta voglia di provarci.

A cambiare. Forse si può fare.

Non è facile, di sicuro, e se c'è arrivato lui (V.) al medesimo concetto posso arrivarci anche io. Non che io sia poi così saggio c(e che nemmeno lo sia V, magari le parole non sono nemmeno sue, non so, non mi sono informato), ma mi è parso di percepire un messaggio di speranza fra le rime cantate e la chitarre blues.

Ho visto un riflesso di speranza, un barlume...o forse avevo solamente la luce del sole negli occhi.
Cazzo, fra un po' faccio un frontale col furgone di un elettricista.

lunedì 21 ottobre 2013

A quest'ora sarà asciutta no?


Immagine in linea 2
Infiltrazioni di vita normale nel mio tran tran quotidiano che forse troppo normale non è.
Gente, persone, colleghi, amici che commentano il week-end calcistico.

No, non mi tiro indietro di fronte alle dichiarazioni di ignoranza totale.
Le faccio.
A secchiate.
Quasi con orgoglio.

Poi sento "Maradona allo stadio"... "La sera era in Tv da Fazio"....

Ed io domando, ad alta voce:
"Li ha consegnati i milioni di euro che deve al fisco?"

S'è scatenato il putiferio!
"E' uno scandalo!"
"E' una vergogna"

A dire il vero c'era pure un vocetta che diceva "Però un pochino si sono accaniti..."

Non ha trovato orecchio, semmai ha infervorato.
C'ha pure riprovato con un "E però non è mica sicuro che debba tutti questi soldi al fisco"

E qui mi fermo con la cronaca ed inizio con le riflessioni.
Le riflessioni riguardano il ritiro del numero 10 fra le maglie papabili riguardo alla formazione del Napoli FC... o come cavolo si dice.
Numero ritirato dopo che "el pibe de oro" lasciò la città partenopea.

Alla luce dei fatti (e dei debiti) proporrei che tale numero, o meglio tale maglia, venga nuovamente resa disponibile al prossimo bomber d'eccellenza che avrà la voglia ed il coraggio di prendersene carico.

Basta solo che paghi le tasse.

Almeno lui.
Per quanto riguarda Diego e compagnia bella, se è proprio vero che ci (a noi italiani) deve tutti questi soldi non trovo corretto che se ne vada a zonzo per la Tv di Stato.
@FabioFazio: se è vero che il controllo sul tuo programma ce l'hai davvero tutto tu... mi spiace davvero dirlo ma, hai perso punti.

domenica 20 ottobre 2013

Errori. Errori ovunque

Ultimamente mi rileggo.
Non troppo per non esagerare, ma ho scoperto che commetto un sacco di errori ortografici.. e che mi mangio la prole.. e smozzico le frasi...

Ed è pure scorretto e sbagliato dire che "ho scoperto". Semmai ho avuto conferma, ma lo sapevo benissimo pure prima.
Ma è poi utile rileggere articoli pubblicati due anni fa per correggerli? davvero ho tutto questo tempo?

Ed è anche inutile prendere il coro per le corna e far finta di decidere che MI RILEGGERO'! 
O MEGLIO... 
MI RILEGGERO MEGLIO!

O CHESSO' PIU' VOLTE!



Datti un minimo dai.


MINIMO DUE VOLTE!...

Esagera dai, esagera e fallo obbligatorio....

OK.. SICURO??!?!

Sì dai fallo!..
Fallo!


NUOVO REGOLAMENTO DEL BLOG!D'ORA IN VANTI OGNI POST VERRA' RILETTO UN NUMERO MINIMO DI 4 VOLTE!
I RACCONTI VERRANNO INVECE RIPRESI TUTTI IN CONSIDERAZIONE , RILETTI E RIPUBBLICATI!
TUTTI!

Ecco, lo sapevo....

????

Hai esagerato!
Sei sempre il solito!
Che poi tocca a me mettermi li a leggere di nuovo tutto sto cumulo di stronzate lo sai!


CAZZI TUOI!
IMPARA L'ITALIANO!

sabato 19 ottobre 2013

Troppa vita (il numero 20)

Rileggendo questo post mi sono reso conto che dei 19 metodi per smettere di fumare ne ho adottati contemporaneamente alcuni. Fra i quali: 1 primi 6. Tutti... Poi dal 9 al 12, quindi il 14 e per finire il 17....

Ora però, sinceramente, qualcuno deve farmi coraggio e dirmi che non sto impazzendo definitivamente, che non sono completamente pazzo... altrimenti io esco e mi compro le sigarette di nuovo.... non si può vivere così.

Troppo tempo per pensare, troppi neuroni in movimento, troppe paranoie, troppo stress, e nessuna valvola di sfogo li pronta. Nessun momentino, nessuna parentesi.

Troppa vita tutta insieme per uno che ha fumato per vent'anni!
In maniera più o meno continuativa. Qualche stop temporaneo in mezzo c'è stato. Ovviamente temporaneo.. e non è nemmeno detto che pure questo momento non sia altro che uno stop temporaneo.... ma nulla toglie che venti anni siano davvero uno sfacelo di tempo.

Sono 7305 giorni contando pure gli anni bisestili.
Sono 26298000 secondi.
Non lo capisco questo numero, troppe cifre.. mettiamoci qualche virgola e facciamo lo spelling.... 26 milioni 298 mila tondi tondi..

Li avessi in basca sarei un uomo non felice ne tranquillo, ma economicamente più che a posto... 7305 giorni da fumatore son anche tantissimi soldi... davvero un botto...

A ben pensarci, al post originale (quello dei 19 metodi) ne mancava decisamente uno. 

Secondo voi quale era?

Giusto per capire se sono veniale o cosa...

giovedì 17 ottobre 2013

Twitter funziona meglio! Sono un dilettante del cazzo.

Immagine in linea 1Ho deciso: la pagina di facebook del "manuale" è un completo fallimento.

Quasi due anni di attività e i "mi Piace" (metro di paragone del successo della società moderna) languono. Siamo sotto il centinaio.

Correva correre ai ripari, ho giocato la carta twitter.

Il profilo già esisteva, ma, sinceramente, l'ho considerato poco. Marginalmente.

Mi spiace dirlo, ma se i "mi piace" si son fatti attendere con trepidazione, i followers, manco a farlo apposta, solo nella prima notte, erano saluti di 22 unità passando dai beceri 8 arrivando ai 30 in pochissimo tempi.
In aumento.

Son proprio un dilettante del cazzo se mi gaso per 30 followers vero?

mercoledì 16 ottobre 2013

Se questo è uno stile...

Immagine in linea 1Passi la notte, la passi in bianco.
La passi pensando cattiverie a ciclo continuo e a guardare la radiosveglia ogni quaranta minuti, imbruttendoti l'anima. La passi pensando che invece di pensare era meglio parlare, magari litigare, ma almeno avresti fatto qualcosa, ed alla fine passa. La notte.
Passa e raggiungi la mattina con un'idea per uno scritto, un'idea per un post. Di quelli che ti piace definire "tecnici". ma poi finisci a chiederti se leggendolo qualcuno leggerà fra le righe.
Di quelli in cui usi e descrivi quello che per te, oramai, è diventato uno stile, ma in cui descrivi anche ciò che sei e ciò che senti.
Il tuo stile. La tua vita.

Uno stile di scrittura.

Quello che ha già ricevuto delle critiche (troppe ripetizioni, troppi elenchi).
Quello nel quale ti perdi in frasi lunghe e tortuose che per rendere sensate SAI che dovresti dividere almeno in due o tre, ma non ce la fai, e decidi consciamente che se tu hai fatto tutta quella fatica a scriverla allora è giusto che i lettori facciano la stessa fatica a leggerla ed a trovargli un senso.
E sai anche che così facendo sbagli, ma te ne freghi.
Ma quello, lo stile, in fondo, è quello che sei.
Ripetitivo alla morte (sempre gli stessi concetti, sempre le stesse idee, sempre le stesse discussioni).
Logorroico in maniera sinceramente fastidiosa (se fossi in grado di spiegarti con una frase di 4 parole saresti quel genio che non sei).
Incomprensibile a volte (anche a te stesso).

Se il tuo stile è lo specchio della tua anima allora questo scritto vuol dire anche altro. Se la tua anima è così allora qualcosa di sbagliato c'è.
Il problema non sta nel fatto che io scrivo in un certo modo fregandomene di quello che può pensare un lettore, è che poi non riesco a fare a meno, poi, di chiedermelo... e vorrei essere compreso...

Cambia stile, o cambia modo di pensare... in alternativa ricomincia a fumare, forse è il danno minore...